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tribunale 16

VERBANIA – 06.06.2018 – “Il sindaco ama i cani

e i cani amano il sindaco”. È da questo commento, postato nel 2015 su un gruppo Facebook sotto una vignetta-fotomontaggio di alcuni cani lanciati alle calcagna di Silvia Marchionini, che è partito il processo in cui il verbanese Lorenzo Cavazzon è imputato di diffamazione aggravata. A denunciarlo, chiedendo 3.000 euro di risarcimento danni come parte civile, è stato il primo cittadino verbanese, che oggi era presente (l’imputato non c’era) all’udienza di discussione della causa, che s’è tenuta con rito abbreviato, in camera di consiglio e in assenza di pubblico.

Cavazzon, che è difeso dall’avvocato Loredana Brizio, deve rispondere non solo di quelle frasi, ma del concorso in quelle scritte, in commenti successivi al post, dalla cannobiese Franca Pedroni, che nello stesso procedimento ha chiesto la messa alla prova, cioè lavori socialmente utili finalizzati a una condotta riparatoria che estingua il reato. Frasi di maggior gravità, in cui si definisce Marchionini “donna immonda che si circonda di persone immonde” e nelle quali vengono chiamati in causa alcuni parenti, per fatti solo allusi, per i quali “buon sangue non mente”.

Senza testimonianze e prove documentali aggiuntive, oggi le parti hanno discusso la causa. Il pm Anna Maria Rossi ha chiesto una condanna a tre mesi di reclusione ritenendo Cavazzon corresponsabile, quantomeno per non averli rimossi, dei commenti dell’altra imputata. Dello stesso avviso la parte civile, rappresentata dall’avvocato Maria Grazia Medali. La difesa ha invece chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Il giudice Rosa Maria Fornelli ha aggiornato il processo, con la lettura della sentenza, il 22 giugno, giorno in cui si dovrà discutere anche della messa alla prova della coimputata.

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