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bellitto sedici

VERBANIA – 01.06.2018 – C’è un risvolto sociale, 

umano, nei furti con destrezza messi a segno a danni di signore anziane, e non solo in quelli i cui presunti responsabili sono stati arrestati l’altro ieri dai carabinieri con l’operazione di polizia giudiziaria “Sedici”. Ciò che desta disappunto e preoccupa è la qualità delle vittime, soggetti deboli e indifesi di cui ci si approfitta senza scrupoli. A rimarcare questo aspetto “odioso” è il comandante provinciale dell’Arma, il tenente colonnello Fabio Bellitto (nella foto con il capitano Stefano Covolo). Lui e i suoi uomini tengono alta la guardia e, quando vengono chiamati in causa, svolgono le indagini con scrupolo e impegno. Ma, a monte, servono prevenzione e una presa di coscienza. “Stiamo parlando di anziane, spesso sole, che quando vedono un tesserino delle forze dell’ordine, anche se finto, si fidano e finiscono con l’essere derubate. E capita spesso che, forse per vergogna, non denuncino nemmeno il furto subito”. Denunciare e allertare le forze dell’ordine è indispensabile. “Perché, a prescindere da chi intervenga, c’è collaborazione. Possiamo prendere spunti investigativi, acquisire prove o testimonianze che, alla fine, portano a denunce o ad arresti”. Di recuperare i beni sottratti, che talvolta sono ricordi di una vita che hanno più valore affettivo che economico, non c’è chance. “Viene tutto ricettato molto in fretta: il denaro sparisce e l’oro fuso”, prosegue ricordando le semplici avvertenze da tenere. “Non fidarsi di chi si presenta in borghese e non in divisa e quando si viene contattati è bene controllare al 112 se la ‘visita’ è vera”.

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