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fiat sedici

VERBANIA – 01.06.2018 – Il papà e la figlia

erano gli imbonitori che entravano in casa con una scusa, distraevano l’anziana vittima, rubavano denaro e gioielli e si dileguavano. Il complice era l’autista che, in strada col motore acceso, li aspettava per caricarli a bordo e lasciare in fretta il luogo del furto. È proprio partendo dall’auto, una Fiat Sedici intestata alla moglie dell’autista e impiegata per un “colpo” a Domodossola, che i carabinieri del Nucleo investigativo di Verbania hanno scoperto le tre persone arrestate l’altro ieri con l’accusa di furto aggravato in concorso. Sono tre cittadini di nazionalità italiana – e di origine sinti – residenti nell’Astigiano, due uomini e una donna di età compresa tra i 24 e 48 anni con precedenti di polizia o penali.

La Procura di Verbania li ritiene responsabili di tre furti avvenuti a Domodossola, Vercelli e Biella rispettivamente il 19, il 23 e il 30 ottobre dell’anno scorso, ma altri comandi stanno investigando per ricondurli ad altri episodi.

“Agivano come professionisti”, ha spiegato il capitano Stefano Covolo, comandante dell’Investigativo. I suoi uomini li hanno tenuti sotto controllo, verificando il continuo viavai dall’Astigiano in tutto il nord Europa. “Per loro è come un lavoro. Prendono l’auto, partono anche due-tre volte la settimana, arrivano in città, adocchiano le persone anziane per strada, le avvicinano con una scusa, le seguono sino a casa e poi entrano in azione”.

Il modus operandi è quello del finto addetto del gas o dell’acqua e del finto poliziotto o carabiniere. Secondo le ricostruzioni investigative questo ruolo lo interpretava il padre, 48enne che mostrando finti tesserini delle forze dell’ordine (uno è stato sequestrato durante la perquisizione domiciliare) si guadagnava la fiducia delle vittime. La figlia di 24 anni, invece, paventando fughe di gas o perdite dell’acqua e accreditandosi come tecnico, riusciva a girare per casa rubando i beni di valore. Nei tre “colpi” per i quali il gip del tribunale di Verbania ha disposto le ordinanze di custodia cautelare in carcere il bottino è stato di circa 50.000 euro.

arrestati sedici

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