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ex gasometro

VERBANIA – 04.01.2018 – Idrocarburi e loro derivati,

ma anche metalli pesanti come mercurio e arsenico. Sono diversi gli inquinanti trovati sotto l’asfalto del parcheggio ex Padana gas di via San Bernardino a Sant’Anna che, prima di veder sorgere un autosilo da tre piani, andrò bonificato. Che il sito, dato il suo utilizzo storico – gasometro di Pallanza prima della metanizzazione della città – potesse contenere inquinanti, era da mettere in conto. Il quanto, però, s’è scoperto solo mettendovi mano.

L’inizio del lungo iter per il via libera ambientale inizia a luglio 2016, quando vengono effettuati alcuni carotaggi preventivi di routine ed emergono subito tracce di idrocarburi superiori ai limiti di legge. Inizia la lunga fase della definizione della bonifica, il cui punto di partenza è il piano di caratterizzazione, avviato formalmente nel novembre del 2016 e che, il mese successivo, sconta altre “sorprese”. I carotaggi non possono essere portati a termine per via di ciò che viene rilevato, compresa una vasca interrata contenente acqua nera maleodorante e contaminata da idrocarburi. Nel mese di marzo si riunisce il tavolo tecnico che concorda le modalità di indagine della falda acquifera che scorre sotto il terreno e che si concluderà nei mesi successivi con la conferenza dei servizi del 20 dicembre.

I tecnici stabiliscono che il sito è diffusamente inquinato da scarti di olio, petrolio o benzina, frutto delle vecchie attività che vi si svolgevano; e che in alcuni punti specifici e circoscritti sono presenti in dosi eccessive e fuorilegge anche mercurio, ferro e arsenico. La bonifica ha un costo – ancora da quantificare – e, in ogni fase, il Comune di Verbania ha sempre ribadito di assumersene l’onere nell’immediato, per portare a termine il parcheggio del teatro “Maggiore”, ma che valendo il principio del “chi ha inquinato paga”, verosimilmente chiamerà in causa terzi. Non a caso al termine della conferenza dei servizi il dirigente municipale ha deciso di sollecitare la Provincia a emettere senza indugi l’ordinanza che imporrà la bonifica al “soggetto responsabile individuato” (che possono anche essere più d’uno), del quale al momento non consociamo l’identità.  

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