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nido asilo
ROMA – 03.01.2017 – I dati demografici

che certificano in tutta Italia (anche a Verbania) la “sindrome delle culle vuote” arrivano nel momento in cui il governo ha varato nuovi sostegni alla natalità. Dal 1° gennaio è in vigore “Mamma domani”, una sorta di premio alla nascita, un assegno da 800 euro per le spese legate all’arrivo di un bambino in famiglia e che può essere chiesto anche a partire dal settimo mese di gravidanza. A questo si aggiunge il “Buono nido”, un contributo per il pagamento delle rette degli asili nido – pubblici e privati – che può arrivare sino a 1.000 euro l’anno e che vale per il triennio del servizio senza distinzione di reddito con decorrenza 1° gennaio 2016. Entrambi saranno gestiti dall’Inps e trattati come una prestazione previdenziale secondo le modalità che saranno stabilite da un decreto attuativo da pubblicare a breve.

Entrambe queste misure rientrano in un più ampio “pacchetto famiglia” che il governo ha inserito nella legge di bilancio approvata a fine dicembre e che prevede 600 milioni di euro nel 2017 e 700 milioni a partire dal 2018. Tra le azioni di sostegno alla natalità, confermato il bonus bebè di 80 euro al mese per tre anni alle famiglie con un reddito Isee sotto i 25.000 euro (raddoppiato sotto i 7.000), c’è anche il potenziamento del cosiddetti voucher baby-sitter alternativo al congedo parentale di maternità, finanziato con 40 milioni contro i 20 dell’anno scorso. 

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