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maggia progetto

STRESA – 06.08.2018 – Da ottant’anni

è la “Scuola di Stresa”, l’istituto alberghiero più antico e prestigioso d’Italia, dove schiere di cuochi, maitre e direttori di sala si sono diplomati avviando brillanti carriere. Ma da domani, forse, l’”Erminio Maggia” non sarà più stresiano e, pur restando patrimonio del Verbano, potrebbe trovare ospitalità nella vicina Baveno. A ventilare l’ipotesi di un trasloco forzato è stato il presidente della Provincia Stefano Costa, che oggi ha incontrato il sindaco di Stresa Giuseppe Bottini con lo scopo di “pacificare” i rapporti tesi sorti sulla revisione del progetto della nuova sede. Il “no” già espresso la scorsa settimana non è diventato un sì e anche se le parti si sono date due settimane di tempo per riflettere, l’Amministrazione municipale non pare intenzionata a tornare sui suoi passi. Costa, dal canto suo, ha apertamente detto a Bottini d’essere pronto a ripartire da zero da un’altra parte. “Abbiamo ricevuto altre proposte, anche da comuni vicini”, si limita a dire il presidente della Provincia, astenendosi da ogni indicazione toponomastica ma senza nemmeno smentire l’ipotesi di un’area a Oltrefiume di Baveno, avanzata al sindaco stresiano, che da par suo replica: “una scuola non è una bicicletta che si prende e si sposta, lo sa anche il presidente”.

L’oggetto del contendere è, principalmente, il denaro. La Provincia ha rivisto il progetto approvato più di un lustro fa dalla giunta Nobili e i costi sono sostanzialmente raddoppiati. Per realizzate ciò che s’era impegnata a fare non ha i soldi. L’impegno riguarda la realizzazione del nuovo stadio in località Motta Vinea, non distante dall’uscita dell’A26 di Brovello Carpugnino, e l’edificazione del “Maggia” sulle ceneri del “Forlano”, l’impianto sportivo che si trova vicino al centro città. A questa soluzione s’era arrivati dopo i dubbi sui costi, sull’accessibilità e sull’impatto ambientale del primo progetto ipotizzato tra il 2004 e il 2009 (giunta Ravaioli), che prevedeva l’Alberghiero un centinaio di metri più in alto, in zona Rosmini. Dell’intesa fa parte anche l’Hospes, l’associazione che sostiene la scuola e che ha contribuito donando l’attuale sede, di sua proprietà. Sede diventata insufficiente e obsoleta tanto che l’attività didattica al “Maggia” è a dir poco sacrificata da almeno quindici anni.

La nuova scuola era pronta a partire ma, dopo la gara d’appalto, la ditta vincitrice è fallita. Prima di fallire ha ceduto il ramo d’azienda a un’altra impresa. Successivi controlli da parte della Provincia hanno fatto emergere che la fideiussione presentata per partecipare alla gara d’appalto era falsa, circostanza che ha portato a un esposto in Procura e all’apertura di un fascicolo trasferito per competenza territoriale a Milano, e alla cancellazione del contratto.

Di perdere lo stadio o di pagarlo a proprie spese, Stresa non vuol sentirne parlare. “Stava nei patti e i patti vanno rispettati – dichiara Bottini –. Prima si finisce lo stadio in Motta Vinea prima iniziano i lavori al vecchio Forlano. Come Comune siamo disponibili a pagare noi l’impianto sportivo, purché la Provincia realizzi 200 posti auto interrati sotto il ‘Maggia’ e ce li dia in gestione”.

“Noi tutti i soldi non li abbiamo – afferma Costa –. Con i fondi a disposizione possiamo costruire solo la scuola e la palestra, non lo stadio, che da solo e adeguato alle richieste del Coni costa più di cinque milioni. Allo stesso modo non possiamo realizzare i parcheggi, che comportano la stessa spesa. Per il 20 agosto aspetto la risposta di Bottini e se sarà negativa andremo altrove”.

 

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