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ospe orna

VERBANIA – 06.08.2018 – Non “dissidenti” ma “in fuga”, 

privi di idee alternative e deboli al punto da evitare il confronto. A distanza di quattordici giorni dalla riunione della Rappresentanza dei sindaci sull’ospedale unico di Ornavasso collina, quella disertata dai primi cittadini di Domodossola (Lucio Pizzi) e Borgomezzavalle (Alberto Preioni) e finita ancor prima di iniziare per la mancanza del numero legale (era assente, perché in ferie, Giovanni Morandi di Gravellona Toce), il Pd replica al fronte dei sindaci cosiddetti dissenzienti e va all’attacco soprattutto del loro portavoce, il cannobiese Giandomenico Albertella. “Sottrarsi volutamente al confronto è un segno di debolezza. Chi ha paura del confronto non ha idee alternative né strategia da opporre – affermano il circolo verbanese e la segreteria provinciale in una nota –. D’altra parte,sono mesi che aspettiamo e sollecitiamo una chiara illustrazione delle tesi sostenute da questo autorevole gruppo di dissidenti, ma sinora abbiamo ottenuto solo silenzio e i cittadini di cui si pretende il voto hanno diritto di sapere dal Sindaco di Cannobio e ‘presunto’ candidato sindaco di Verbania le ‘vere’ ragioni di tale posizione”.

Ad Albertella si imputa la “giravolta con il si prima e poi il no all'ospedale unico e nuovo a Ornavasso” e lo si accusa di opportunismo politico, per aver cambiato idea solo in un’ottica elettorale.

“Si tratta della salute dei cittadini e la salute non ha colore politico. Richiede soluzioni tecniche che la tutelino al meglio, una strategia compatibile con le risorse a disposizione, una presa d'atto delle necessità sociosanitarie del territorio, non delle ‘sparate’ senza senso e senza costrutto”, scrive il Pd che invita i sindaci a tornare a dialogare.

Al di là delle schermaglie politiche (chiaramente anche pre-elettorali), che peraltro giungono a scoppio ritardo quando la polemica è già fuori dalle prime pagine della cronaca locale, il tema centrale –cioè l’ospedale unico di Ornavasso collina– resta eluso. Ma non perché sia una questione politica. Presa la decisione di un solo nosocomio, scelto il sito “in quota” di Ornavasso (nella foto), stabilita la formula per realizzarlo (il project financing con i privati), reperiti i soldi, firmata la convenzione con Scr per gestire la scelta del progetto, e addirittura ricevuti tre progetti, non ci sono atti politici da compiere. Il direttore generale dell’Asl e l’omologo di Scr non hanno bisogno di alcun via libera dei sindaci. Potrebbero scegliere domani il progetto migliore e su quello avviare la gara, ma non lo fanno ancora per ragioni che sfuggono e che, forse, avrebbero spiegato nella riunione andata deserta o spiegheranno alla prossima, se e quando ci sarà.

 

 

 

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