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STRESA - 04-08-2022 -- Sono quindici (compresa una donna), hanno tra i 30 e i 57 anni e risiedono perlopiù in provincia i tifosi che, presenti sugli spalti del “Forlano” il 27 febbraio scorso, sono stati coinvolti nell’accensione di fumogeni, nello scoppio di due petardi e nel lancio d’un bengala. Nelle scorse settimane la Procura di Verbania ha notificato loro l’avviso di chiusura indagini in quanto ritenuti responsabili d’aver violato le norme di contrasto alla violenza negli stadi. In base alla legge 401 del 1989 che introdusse -tra le altre misure- il Daspo, rischiano una condanna da uno a quattro anni, maggiorata per l’aggravante d’aver provocato la sospensione della partita.

Il match in questione è il derby del campionato d’Eccellenza giocato il 27 febbraio a Stresa tra i padroni di casa (poi vincitori del campionato) e il Baveno. Sugli spalti erano presenti più di 300 spettatori e, durante l’incontro, dal nutrito gruppo di supporter ospiti sono comparsi quattro candelotti fumogeni colorati, un bengala e due petardi. I candelotti, accesi in tribuna, hanno diffuso sul rettangolo di gioco un denso fumo azzurro che ha ridotto la visibilità, costringendo l’arbitro a sospendere momentaneamente il match. Negli stessi istanti un bengala è stato lanciato nel prato e un petardo è esploso tra i gradini della tribuna. Un secondo – hanno riscontrato gli investigatori – è stato acceso in un secondo momento all’esterno dello stadio.

Nell’impianto erano presenti quattro carabinieri, intervenuti anche per sedare il tafferuglio scoppiato tra due tifosi e per bloccare un terzo, supporter dello Stresa che è stato trovato in possesso di due coltelli e denunciato.

Al termine delle indagini la Procura ha individuato -pur senza l’ausilio di fotografie e filmati, come di norma accade quando la polizia presidia gli stadi nei match a rischio- quindici tifosi, due dei quali residenti in provincia di Milano e di Monza e Brianza. Gli altri vivono a Verbania, Baveno, Gravellona Toce, Gignese, Crevoladossola e Druogno. Tutti sono accusati d’aver violato l’articolo 6 bis della legge 401 del 1989, cioè d’aver concorso nel lancio di materiale pericoloso -i fumogeni- durante una manifestazione sportiva. Uno solo deve rispondere anche del bengala; a cinque viene contestata la recidiva per fatti analoghi avvenuti in passato.

Gli indagati hanno la facoltà, tramite i propri difensori, di produrre memorie o documenti a discarico, o di chiedere d’essere interrogati. Dopodiché spetterà al pm decidere se chiedere il rinvio a giudizio.

 


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