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PREMENO - 13-10-2021 - Francesca Fialdini, la popolare conduttrice televisiva, una delle due signore della domenica pomeriggio di RaiUno, fa tappa oggi all'Auxologico di Piancavallo. La Faldini, anima e conduttrice delle prime due edizioni del programma di servizio pubblico "Fame d'amore", sarà a Pinacavallo per registrare alcune interviste che saranno trasmesse nella terza serie. I disturbi alimentari, che vedono all'Auxologico un presidio importante per la loro cura sono infatti al centro del programma condotto dalla Fialdini che andrà in onda su Rai3 nei prossimi mesi. Più precisamente parliamo di una docu-serie televisiva che ha messo il “dito nella piaga”, attraverso le testimonianze dirette di quanti soffrono di disturbi alimentari, dei loro familiari e dei medici che se ne occupano. La serie tv ha riscosso un notevole seguito e, per la sua utilità sociale, ha ricevuto il prestigioso premio Internazionale del Giornalismo e dell'Informazione “Biagio Agnes 2021”. Lo psichiatra e psicanalista Leonardo Mendolicchio, direttore del Centro Disturbi del Comportamento Alimentare di Auxologico Piancavallo, è nel comitato scientifico del programma: "Fame d’amore rappresenta una importante occasione per dare voce, in prima persona, alle inquietudini di molti adolescenti, giovani e adulti che attraverso il loro disturbo alimentare evidenziano il disagio della civiltà attuale. In Auxologico Piancavallo non solo ci impegniamo a curare tale disagio ma sosteniamo la corretta divulgazione di questo malessere".   
UN PROBLEMA SEMPRE ATTUALE
I disturbi del comportamento alimentare durante la pandemia, hanno registrato un aumento dei casi del 30% circa. Dai dati dell’indagine Survey diffusi dal Ministero della Salute risulta che nel primo semestre del 2020 sono stati rilevati 230.458 nuovi casi, mentre nello stesso periodo dell’anno precedente erano stati 163.547. Ai numeri si aggiunge la problematica dei pazienti con disturbi alimentari e delle loro famiglie che non riescono ad avere una risposta riguardo la possibilità di accedere alle necessarie cure ospedaliere. Come lamentato nei giorni scorsi dalle associazioni dei pazienti ricevute a Roma dal sottosegretario del Ministero della Salute Pierpaolo Sileri, le liste d’attesa per una prima visita in molte regioni italiane sono di oltre tre mesi, se il paziente o la paziente è minorenne e di cinque-sei mesi per i maggiorenni, mentre sappiamo che la possibilità di guarigione dai disturbi alimentari è direttamente proporzionale alla tempestività delle cure. Quello che accade nell’attesa, invece, è che ragazze e ragazzi si aggravano, in un meccanismo perverso che li porta a lasciarsi andare alla malattia per poter essere degni delle cure di cui hanno un disperato bisogno.

 

 


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