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VERBANIA - 01-06-2021 -- Elezione con giallo. È contestata, e rischia di avere uno strascico giudiziario, la nomina del nuovo presidente del Consiglio comunale di Verbania. Ieri sera, in coda alla prima seduta in presenza dell’assemblea municipale e dopo mesi di riunioni a distanza, s’è proceduto con le votazioni per il sostituto di Giandomenico Albertella, dimissionario dallo scorso ottobre.

La maggioranza, tramite il capogruppo Pd Alice De Ambrogi, ha proposto Giovanni Battista Finocchiaro De Lorenzi, medico di 67 anni, esponente democratico al suo primo mandato. Le minoranze, che hanno rivendicato per loro quell’incarico che nel 2019 era stato riservato a un loro rappresentante, hanno proposto Katiuscia Zucco, attuale vicepresidente.

Al momento del voto, con 30 presenti su 33 (compreso il sindaco), Finocchiaro De Lorenzi ha raccolto 21 preferenze personali contro le 7 di Zucco e a fronte di una scheda bianca e di una nulla. Il regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale stabilisce che, per l’elezione del presidente, alla prima chiamata il quorum sia dei due terzi dei consiglieri assegnati, del 50% alla seconda nel caso di mancato raggiungimento.

Secondo l’interpretazione del segretario generale Antonella Mollia quella cifra sarebbe 21. “No, è 22” - ha ribattuto Albertella, sostenendo che nel calcolo si debba tener conto del sindaco e che, quindi, i due terzi di 33 (32+1) sarebbero 22. Citando una sentenza del Consiglio di Stato, Mollia ha dato il via libera alla proclamazione e il nuovo presidente s’è insediato ringraziando l’assemblea e promettendo che, rispettando il suo ruolo di super partes, s’asterrà in tutte le votazioni e non interverrà nel dibattito a meno di non essere chiamato in causa per fatto personale.

Proclamazione a parte, la diatriba sul quorum rischia di andare avanti e di sfociare in un ricorso al Tar. Al di là del dubbio sull’incidenza o meno del sindaco (il 33° consigliere) nel quorum, se anche i due terzi si dovessero calcolare con base 32, il quorum dovrebbe essere ugualmente 22 perché, essendo il numero decimale (21,3 periodico) l’arrotondamento va fatto per eccesso proprio perché quella che in gergo si chiama "troncatura" (arrotondamento per difetto), farebbe mancare la soglia del quorum.

Del resto questa considerazione Verbania l’aveva dovuta fare nel 2014 allorquando, dopo la riduzione da 40 a 32 dei consiglieri comunali, nel calcolare il premio di maggioranza del 60%, l’ufficio elettorale aveva spartito i seggi nella misura di 20 per la maggioranza e di 12 per la minoranza nonostante il 60% fosse 19,2. Marcella Zorzit, prima esclusa, aveva ricorso al Tar e i giudici avevano sentenziato che “l’arrotondamento dei decimali deve avvenire per eccesso, all’unità superiore, in modo che alla coalizione di liste vincenti siano attribuiti seggi nella misura minima del 60% di quelli disponibili”. Se l'analogo prinicpio si utilizza per i due terzi, il quorum è di 22.

Interpellato sull’argomento, Albertella (eletto nel 2019 con 24 voti) dichiara: "stiamo effettuando approfondimenti e ci riserviamo di presentare ricorso".

 


 

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