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VERBANIA - 28-05-2021 - Il Comitato non ci sta. Scesi in campo per per la difesa dell'ospedale Castelli, i consiglieri comunali di Verbania che hanno avviato le azioni (Sau, Alba e Finocchiaro) replicano punto su punto alle varie accuse mosse loro dal fronte politico avverso.
E scrivono

Questo Comitato è nato per ottenere al Castelli il ripristino delle attività medico chirurgiche, che da ottobre 2020 erano state trasferite a Domodossola in quanto ospedale Covid free. Queste stesse richieste erano contenute nell’Odg che questi signori avevano presentato il 5 gennaio 2021, in Consiglio comunale a Verbania. Un Odg firmato poi da tutti i consiglieri comunali, ad eccezione di quelli della Lega, per impegnare in questo senso l’Amministrazione regionale.
Oggi hanno cambiato idea. Perché?
Riteniamo pregiudiziale il ripristino del Castelli nelle condizioni pre Covid ad ogni richiesta di discussione su qualsiasi proposta di revisione della rete ospedaliera del VCO. Una richiesta che non lede i diritti altrui. Siamo “improvvisati difensori del presidio verbanese” come ci definisce qualcuno?
No, rivendichiamo un diritto contro un sopruso.
Il DIRMEI (dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive) ha da settimane disposto il ripristino della normalità negli ospedali piemontesi, ma nel VCO questo non è avvenuto. Si continua ad andare a Villa Caramora per i prelievi, a Omegna per interventi chirurgici in day hospital, a Domodossola al DEA perché agli operatori del 118 non è ancora stato revocato l’ordine, perché al Castelli il DEA non esiste più. È una falsità anche questa?
Non vorremmo parlare di IRES, ma quando questi signori ci raccontano lo svuotamento del Castelli con i posti letto ridotti da 160 a 125 come una fantastica opportunità che ci viene offerta, non se ne può fare a meno. parlare di falsità è troppo?
Ipotizzano per il Castelli un futuro radioso fatto di eccellenza sanitaria con specialità che nessuno ha il coraggio di nominare, pur sapendo che l’eccellenza la si conquista sul campo, non la si decide a tavolino. Se queste non sono illazioni, cos’altro sono?
Scrivono testualmente che: “lo studio IRES prevede il mantenimento del DEA al Castelli e che i posti letto rimangono gli attuali 125”. La falsità esibita sui posti letto è evidente, ma non si capisce da dove arriva questa dichiarata sicurezza sul mantenimento del DEA al Castelli che non si trova scritta in nessuna delle 89 pagine del documento dell’IRES.
Se questa non è una falsità, cos’altro è?
Scrivono di un ipotetico polo specialistico cardiologico, dando per sicura qualche giorno fa, anche la presenza di “emodinamica”. Anche queste “proposte” non trovano riscontro nel documento citato. Non sono illazioni queste?
Nessuno è contrario a rivedere l’organizzazione della sanità del VCO, ma si può cominciare a discutere solo dopo aver ripristinato almeno la situazione pre Covid. D’altra parte, anche la tanto vituperata amministrazione regionale precedente, dopo aver raggiunto l’accordo con la maggioranza dei Sindaci sul nuovo nosocomio di Ornavasso, che non era previsto su nessun “cucuzzolo” come ama dire qualcuno, aveva concordato con loro il mantenimento dell’assetto ospedaliero esistente sino alla costruzione di quello nuovo.
È chiedere troppo?
Invece di suonarsela e cantarsela, nascondersi dietro ai comunicati per rispondere a domande che nessuno ha mai loro posto, li invitiamo a fare questo esercizio in un confronto pubblico magari a Palazzo Flaim, al teatro Maggiore o meglio ancora al Palazzetto dello sport di Verbania dove più facilmente si può rispettare l’obbligo di distanziamento imposto dalla pandemia, per rispondere in diretta alle domande che porranno i cittadini. Magari riusciranno a convincere anche noi. Se vogliono lo possiamo organizzare.
Ma ne avranno il coraggio?

 

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