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osp unico orna

VERBANIA – 26.10.2019 – Scomodo e caro.

Sono questi aggettivi la sintesi dei motivi per cui l'ospedale unico di Ornavasso collina è ufficialmente un discorso chiuso. L'ospedale nuovo del Vco non si costruirà lì: l'hanno detto ieri a chiare lettere ai sindaci e agli amministratori presenti al Tecnoparco l'assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi e il governatore del Piemonte Alberto Cirio. Le ragioni economiche le ha illustrate il primo e stanno nei 154,5 milioni di interessi che l'Asl avrebbe pagato in 25 anni al gruppo di imprese (capofila Cmb – Cooperativa muratori e braccianti di Carpi) il cui progetto di project financing era stato selezionato come il migliore. Project financing, cioè finanza di progetto, è la formula con cui si costruisce un'opera in patneriato pubblico-privato. Per Ornavasso collina la Regione avrebbe messo 43 milioni di euro, le società di costruzione 90,5, prendendosi in carico la gestione ordinaria della struttura per 25 anni e ricevendo in cambio -a un tasso d'interesse dell'8,5%- 9,8 milioni l'anno. Per 90,5 milioni di capitale si sarebbero versati 154,5 di interessi e il costo totale sarebbe arrivato a 245 milioni. Troppi, secondo Icardi.

Le criticità del sito sono state sottolineate da Cirio nel parallelismo con altri ospedali piemontesi collocati in posizioni rivelatesi problematiche: “quando, ad Alba, scegliemmo Verduno, pensammo di aver trovato la miglior soluzione per tutti – ha detto –. Ci sono voluti vent'anni per il cantiere...”. In verità nella calda assemblea di ieri nessuna voce s'è levata in difesa di Ornavasso collina, né dai sindaci che l'avevano scelto, né dall'ex vicepresidente della Regione. Aldo Reschigna, che ha gestito quel progetto insieme al presidente Sergio Chiamparino e all'assessore alla Sanità Antonio Saitta, è stato più volte attaccato per “non avere fatto niente in cinque anni, nemmeno la posa della prima pietra”. Nel suo intervento ha difeso il suo operato sul piano economico, rimarcando -come poi gli ha riconosciuto Cirio- di essersi adoperato affinché arrivasse il denaro per l'ospedale, sia attingendo al bilancio regionale, sia dai fondi europei. “Anch'io ritenevo esagerato l'8,5% e ci fu anche un aspro confronto con il privato, tanto che i rapporti si interruppero quando noi facemmo entrare in campo l'Inail con un finanziamento al 2,5%. Non siamo andati lunghi nei tempi, siamo stati prudenti”.

 

 

 

 

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