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VERBANIA – 12.06.2018 – Un secondo round

in Corte d’Appello e altri due processi a Verbania da qui a dicembre. S’è ridotto alla stregua di una sorta di diatriba personale il dibattito politico promosso su Facebook dal consigliere comunale verbanese di minoranza Michael Immovilli nei confronti del presidente del Consorzio dei rifiuti Roberto Gentina. Nelle sue numerose -spesso severe e dai toni forti- esternazioni social, Immovilli ha in diverse occasioni criticato Gentina, avvocato del foro di Verbania, membro della segreteria cittadina del Pd e dal 2015 presidente del Coub. Un avversario politico, insomma, al quale non ha fatto sconti e che, sentendosi accusato, s’è rivolto alla magistratura e che ora passa al contrattacco.

In una prima causa per diffamazione aggravata, lo scorso 11 aprile Immovilli è stato assolto. Doveva rispondere di un commento in cui criticava l’operato del presidente del Coub dicendo che ricopriva quell’incarico per appartenenza politica, per la vicinanza con il sindaco di Verbania Silvia Marchionini, per una sorta di scambio politico. Secondo il giudice Rosa Maria Fornelli s’è trattato di affermazioni “ampiamente scriminate, al di là delle suggestive argomentazioni delle parti civili (Gentina personalmente e il Coub, ndr), dall’esimente del diritto di critica politica, di cui rappresentano palese espressione del tutto legittima”. Per la continenza dell’argomento e per i toni usati “rispettosi dei limiti della giurisprudenza” il magistrato ha ritenuto insussistente la diffamazione. “Non può certo inibirsi a un politico di criticare l’elezione stessa a una carica amministrativa di un professionista contiguo politicamente all’avverso schieramento, persino tacciandolo di incompetenza, ciò che peraltro non è avvenuto nel caso di specie”, ha scritto nelle motivazioni.

Contro la sentenza di assoluzione la Procura ha presentato ricorso in Corte d’Appello, notizia di cui ha dato conto, con un comunicato stampa, lo stesso presidente del Coub, insieme all’avvio di un nuovo procedimento penale -il terzo, perché un secondo si discuterà il mese prossimo- a carico del consigliere comunale. “Anche questa volta il reato di riferimento è quello di diffamazione”, scrive Gentina, che commenta: “Anche questa volta l’imputato Immovilli si sarebbe fatto lecito di utilizzare il social network per diffondere affermazioni offensive ed inveritiere nei miei confronti e del Consorzio, dimostrando di fatto indifferenza al rispetto delle regole previste dall’ordinamento e perseverando nelle proprie condotte”. Al di là del caso di specie e dell’avversario politico, il presidente del Coub lancia un ammonimento. “Ci si auspica che, anche a seguito di questo ulteriore procedimento, possa finalmente apparire con chiarezza la necessità di sensibilizzare chiunque ad un utilizzo attento e responsabile dei social, affinché gli stessi non siano considerati come uno spazio privo di regole ove poter ledere gli altrui diritti”.

Le frasi contestate nel nuovo processo che s’aprirà il 12 dicembre risalgono a due periodi diversi. Nell’agosto scorso Immovilli scrisse che “l’informazione che il Sindaco vuole fare passare alla città e una strategia precisa iniziata con la nomina del presidente del ConSerVco e coordinata dal Coub di portare l’azienda in difficoltà per favorire l’entrata del privato, eliminando il vecchio Presidente di ConSerVco…”. A gennaio 2018 la frase aggiuntiva: “Sindaco e Presidente che utilizzano soldi pubblici per fare le querele ai consiglieri comunali”.

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