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VERBANIA – 11.06.2018 – Non si spegne la polemica

sul numero unico d'emergenza. Venerdì scorso s'è tenuto a Roma, in Senato, il convegno nel quale s'è discusso del servizio del “112”, anche alla luce dei tanti nodi critici emersi in questi mesi in Piemonte. Erano presenti nella Capitale rappresentanti di Croce Rossa e Verde, vigili del Fuoco, varabinieri, Polstrada, polizia locale ecc… che, ancora una volta, hanno bocciato il servizio introdotto nel maggio del 2017 con l’obiettivo -al momento, ritengono, in parte disatteso- di creare un maggior coordinamento tra i mezzi di soccorso. Per il Vco, tra gli altri, c’era Alberto Antoniazzi, segretario provinciale del sindacato autonomo “Conapo” dei vigili del fuoco. Sono stati gli stessi soccorritori a lanciare il grido di allarme, sostenendo che da quando esiste il Nue, a regnare è il caos. “Il nastro continua a ripetere in più lingue: rimanga in attesa. E intanto chi ha bisogno di cure, muore. Servono messaggi sintetici e precisi da parte di chi effettua la chiamata”.

Il problema, come noto, riguarda da vicino anche il Vco e, più in generale, il Piemonte, dove le due centrali uniche di Grugliasco e Saluzzo, nel Torinese e Cuneese, che servono l’intero territorio regionale, nel 2017 hanno ricevuto in totale 1.488.759 chiamate. Di queste, ben 682.884 si sono rivelate inappropriate.

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