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VERBANIA – 30.05.2018 – Un altro processo,

gli stessi capi d’imputazione, sempre meno imputati e altre vittime. Il sostituto procuratore di Verbania Nicola Mezzina, che ha già istruito tre processi simili, ha portato oggi per la quarta volta in aula i vertici di Montefibre. Il magistrato chiede giustizia per i malati e i morti d’amianto che sino all’inizio degli anni ’80 lavorarono allo stabilimento chimico di Pallanza in cui inalarono fibre di amianto ammalandosi di tumore ai polmoni, asbestosi e di altre malattie professionali. Il Montefibre quater è iniziato nell’aula del giudice Rosa Maria Fornelli, che avendo già giudicato in precedenza i medesimi fatti, s’asterrà, rilevata nell’udienza del 13 luglio da un altro giudice.

Alla sbarra ci sono cinque ex manager di Montefibre, i superstiti per età anagrafica di quelli chiamati a rispondere di omicidio colposo e lesioni colpose nel primo processo. Di nove sono rimasti Giorgio Mazzanti, Gianluigi Poletti, Bruno Quaglieri, Carlo Vannini e Luciano Varalda. Lo scorso dicembre furono tutti assolti, sempre dal tribunale di Verbania (giudice Raffaella Zappatini), nel Montefibre ter. Questa volta sono chiamati a rispondere per le lesioni e la morte di altri ex lavoratori. Le parti civili costituite sono una trentina, e s’aggiungono a Cgil, Medicina Democratica, Inail e Anmil.

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