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VERBANIA – 07.04.2018 – Due sono stati arrestati,

uno è incarcerato a Barcellona per crimini commessi in Spagna e un quarto è latitante all’estero. Ci sono voluti mesi – e l’operazione non è ancora conclusa – per assicurare alla giustizia la banda di sudamericani che tra novembre e dicembre 2016 razziava appartamenti e attività commerciali del Verbano.

In tre, abili scassinatori residenti nella provincia di Milano, sfruttavano la compiacenza di una donna – che metteva a disposizione la sua casa verbanese come base logistica e che s’occupava anche della ricettazione – per compiere incursioni in orari tardo serali (tra le 17 alle 22) che fruttavano qualche migliaio di euro l’una tra monili, orologi, gioielli, elettrodomestici, pc, smartphone e capi d’abbigliamento di marca. Sette i “colpi” messi a segno, tutti ravvicinati: il 17 novembre a Verbania, il 18 uno via l’altro a Ghiffa e Verbania, il 19 a Cannobio, il 22 nuovamente nel capoluogo, il 28 a Stresa e il 6 dicembre a Cannobio.

La svolta alle indagini, compiute dalla terza sezione della Squadra mobile della questura di Verbania, è arrivata dal furto ghiffese, l’unico che ha avuto come bersaglio un’attività commerciale, il centro benessere ricavato nelle ex Cure. Le telecamere di sorveglianza di un’attività vicina hanno permesso di inquadrare i tre autori materiali dei furti, giovani sudamericani di età compresa tra i 21 e i 37 anni.

Un mese più tardi, durante un controllo stradale, la Rover 45 grigia su cui viaggiavano fu fermata a Verbania, peraltro dagli stessi agenti che stavano seguendo le indagini. Gli occupanti, privi di documenti e incapaci di fornire convincenti giustificazioni sulla loro presenza sul Verbano, furono condotti in questura e fotosegnalati. Dalla perquisizione della vettura emersero attrezzi da scasso e indumenti del tutto identici a quelli indossati dai ladri la sera dell’incursione a Ghiffa. Rilasciati e denunciati, nelle settimane successive, dopo ulteriori accertamenti in particolare sulle celle telefoniche agganciate durante i giorni e gli orari dei furti, furono raggiunti da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal tribunale di Verbania, cui se ne aggiunse una quarta – ai domiciliari – nei confronti della complice. Quest’ultima, una salvadoregna di 37 anni che aveva anche rivenduto monili rubati ad alcuni Compro Oro di Verbania (altri ne aveva in casa), aveva una relazione sentimentale con il capo della banda, un cileno della medesima età. Gli aiutanti erano un peruviano e un guatemalteco di 21 anni, uno dei quali è stato scovato in Spagna e l’altro sfugge tuttora al mandato di cattura internazionale.

L’operazione è stata illustrata oggi dal questore Salvatore Campagnolo, nella conferenza stampa tenuta con il capo di gabinetto, il vicequestore Andrea Lefano, e con il commissario capo Matteo Luconi, da poche settimane a capo della Squadra mobile di Verbania.

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