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VERBANIA – 12.01.2018 – In trasferta a tifare

la propria squadra del cuore, con entusiasmo, allegria e… marijuana. Era il 31 gennaio 2015 il giorno in cui un pulmino di nove tifosi della squadra svizzera del Sion, valicato il passo del Sempione scendeva verso Novarello per assistere all’amichevole tra i rossocrociati e gli azzurri. Arrivati a Fondotoce i tifosi furono fermati da un posto di controllo delle forze dell’ordine che, aprendo la portiera, non poterono non notare il fumo e l’odore di cannabis che fuoriusciva dal minivan. Pur esprimendosi in francese, i tifosi compresero bene l’invito a consegnare lo stupefacente e, tra gli occupanti, colui che aveva la marijuana – anche perché consegnatagli dagli altri – non esitò, porgendo tre involucri contenenti rispettivamente 3,8, 3,3 e 1,9 grammi. Quantità minime che, se considerate in comune a tutti gli occupanti, erano da ritenersi per uso personale, una fattispecie che non prevede un’infrazione penale. Ciononostante uno di loro, il 26enne – all’epoca dei fatti – che s’era fatto avanti, è finito processato al tribunale di Verbania.

Difeso dall’avvocato Antonello Riccio ha invocato l’uso personale, tesi accolta dal giudice Rosa Maria Fornelli, che l’ha assolto respingendo la richiesta dell’accusa che, sostenuta dal pm Maria Traina, non ha avuto la mano leggera, avanzando una proposta di condanna a un anno e 8.000 euro di multa.

Per la cronaca quel giorno il Sion uscì da Novarello con un pareggio a reti bianche, non regalando ai tifosi quella gioia sportiva che avrebbe potuto risollevare loro il morale della disavventura patita al posto di blocco. 

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