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VERBANIA – 08.01.2018 – Identificata e fermata

dagli ambulanti, denunciata dai carabinieri e condannata dal tribunale. Un mese, dieci giorni e 70 euro di multa – con il beneficio della sospensione della pena e della non menzione – è quanto il giudice onorario del tribunale di Verbania Marta Perazzo ha stabilito nei confronti di Ginka Todorova, una donna di nazionalità bulgara accusata di essere un’aspirante borseggiatrice. Molto giovane, bionda, esile, coperta con un poncho che ne nascondeva le braccia, il 25 ottobre del 2016 s’aggirava tra le bancarelle del mercato settimanale di Cannobio mescolata agli altri clienti, molti dei quali stranieri. A notarla fu una verbanese titolare d’una attività di vendita di abbigliamento per bambino, insospettita dal fatto che la presunta cliente cercasse di passare a fianco della bancarella e fissasse con lo sguardo il punto in cui si trovava la cassetta della moneta e del denaro spiccio, accanto al registratore di cassa. Sempre tenendola d’occhio anche mentre s’allontanava, la vide estrarre una mano dal poncho e tentare di infilarla nella borsetta di un’anziana frequentatrice del mercato. L’ambulante la richiamò forte e la bionda in un attimo si dileguò. Nel confronto con gli altri vicini di banco emerse che quella mattina – l’episodio risaliva alle 10-10,30 – al mercato erano stati messi a segno diversi borseggi. Un ambulante marocchino riferì di aver trovato alcuni portafogli vuoti per terra o gettati sotto i banchi. Per questo motivo tutti si decisero ad avvisare i carabinieri, che iniziarono il pattugliamento sulla scorta della descrizione rilasciata dall’ambulante. Che, insieme al marito, attorno a mezzogiorno rivide la donna sospettata, fermata e consegnata ai carabinieri. Addosso non aveva nulla di rubato, esibì i documenti e disse di essere residente in Francia e di trovarsi lì di passaggio. Venne comunque denunciata e oggi è finita a processo con una duplice accusa: il tentato furto dell’incasso e il tentato borseggio all’anziana. Il pm Anna Maria Rossi ha chiesto una condanna di 3 mesi e 100 euro di multa. Il giudice, accogliendo parzialmente le richieste del difensore d’ufficio Luca Molino, secondo cui non c’è alcuna prova di quegli episodi – specialmente del primo –, l’ha condannata solo per il tentato borseggio.

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