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CANNOBIO – 07.01.2018 – I volontari sono al lavoro,

pronti a ogni bizza del tempo. L’annunciata pioggia non ferma la tradizione di Cannobio, che celebra per la 496esima volta il miracolo della Sacra Costa. Oggi è la giornata dei “Lumineri”, del ricordo di quanto accadde nei primi giorni dell’anno del signore 1522 nell’osteria di Tommaso Zaccheo, sul lungolago. Da un quadro raffigurante appunto la Pietà – Gesù deposto dalla croce abbracciato da Maria accanto a San Giovanni – scesero lacrime di sangue e si staccò un pezzetto di costola insanguinata. Il miracolo si ripeté in quei giorni e nacque la devozione popolare, sostenuta da San Carlo Borromeo e arrivata sino ai giorni nostri. La liturgia vuole che il 7 gennaio la reliquia della Sacra Costa, conservata nella collegiata di San Vittore, sia calata dal campanile e condotta in processione al santuario della Pietà edificato nel luogo dell’osteria Zaccheo per trascorrervi la notte prima di tornare a San Vittore. Ed è ciò che accadrà oggi dalle 17, nella consueta cornice coreografica che rende la cerimonia, guidata dal vescovo Franco Giulio Brambilla, indimenticabile. A Cannobio viene spenta l’illuminazione pubblica e il borgo si accende delle fiammelle di diecimila lumini. I “lumineri” rischiarano il cammino della processione, che sfila di fronte alle imbarcazioni anch’esse illuminate. Dopo la cerimonia la tradizione si trasferisce nei locali che propongono il piatto tipico della festa, quello che si dice fosse servito nei giorni del miracolo del 1522 all’osteria di Tommaso Zaccheo: pasta e fagioli, luganighe con contorno di verze e patate.

A Cannobio centinaia di volontari sono pronti per allestire i lumineri. Attenderanno sino all’ultimo minuto anche in caso di tempo incerto e solo se la pioggia sarà forte la cerimonia avverrà in forma ridotta e con la reliquia trasportata in auto. 

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