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marcov magalli

VERBANIA – 03.01.2018 – Non ha mai smesso di investigare,

nemmeno da pensionato. Dai piccoli e grandi reati affrontati come ispettore capo di polizia alla sezione di pg del tribunale di Verbania, Fortunato Marcovicchio, è passato a un’indagine personale. Una questione di famiglia, privata, che ha fatto venire a galla una storia sconosciuta, finita poi parte di un romanzo e, nei giorni scorsi, approdata anche in televisione.

Il 20 dicembre l’ex ispettore Marcovicchio, molisano trapiantato a Verbania, è stato ospite di Giancarlo Magalli alla trasmissione tv di Rai Due “I fatti vostri”. All’Italia ha raccontato la scoperta, risalente a qualche anno prima, dell’esistenza di una sorellastra sconosciuta. Pensionato dal 2009, rovistando tra i documenti personali trovò una videointervista registrata anni addietro all’anziano padre – nel frattempo scomparso – in cui riesumava vecchi ricordi della seconda guerra mondiale, in particolare dei fatti di Kos, l’isola greca in cui prestava servizio come artigliere e che lasciò, dopo l’Armistizio, come prigioniero di guerra dei tedeschi che l’avevano conquistata militarmente passando per le ami gli ufficiali italiani. A guerra finita, liberato dal campo d’internamento, Vincenzo Marcovicchio aveva tentato di tornare in Grecia, venendo però rispedito in Molise, dove l’aspettava una famiglia. Una famiglia, però, l’aveva anche a Kos, avendo lasciato lì una giovane con cui aveva avuto una relazione dalla quale era nata una bambina. Ricerche tramite ex ufficiali e storici locali di Kos hanno permesso al figlio Marcovicchio di risalire a quella parentela, confermata da un test del dna, cui è seguito – a più di sessant’anni di distanza – un incontro personale in Grecia.

Questa storia, precisa nei fatti ma raccontata in forma romanzata, è contenuta nel primo libro che l’ex ispettore ha scritto da quando è in pensione: “Ispettore Colantuono: il caso non è tuo!”. Il romanzo, edito dalla torinese Robin nel 2016, è un noir ambientato in provincia, che racconta indagini verosimili – alcune paiono avere assonanza con vicende reali di cronaca – unite dallo sviluppo di un caso che dura trent’anni e portate avanti dall’ispettore Colantuono, investigatore meridionale che vive nelle terre insubriche e che alle competenze tecniche unisce un carattere fin troppo schietto, sanguigno ma ironico, allergico al carrierismo di alcuni colleghi.

In questi giorni, intanto, è uscito il suo secondo romanzo, “Delitti sul Lago Maggiore”, antologia di cinque racconti che hanno il medesimo protagonista e la stessa ambientazione. 

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