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v banca

MONTEBELLUNA – 02.01.2018 – Veneto Banca può fallire?

È questo l’interrogativo che anima l’inizio del 2018 e che attende una risposta entro la fine di gennaio, quando la Procura di Treviso dovrà esprimersi sulla richiesta di dichiarazione di insolvenza presentata da due avvocati veneti a nome e per conto di ex azionisti. Tocca al pm titolare del fascicolo chiedere eventualmente al giudice il fallimento che, se dichiarato, aprirebbe nuovi e diversi scenari.

L’obiettivo dell’azione legale è di incanalare su un diverso binario la vicenda dell’istituto di credito di Montebelluna, che attualmente è in liquidazione, guidato da un gruppo di commissari straordinari. Questo status è una sorta di limbo, sia per gli azionisti “beffati” che hanno perso miliardi di euro, sia per gli amministratori che sono a giudizio a Roma per ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio. L’eventuale fallimento, infatti, aprirebbe scenari molto diversi. Innanzitutto farebbe scattare la possibilità di azioni penali ben più pesanti e con prescrizioni lunghe (il processo romano quasi certamente si chiuderà con la prescrizione) per i reati di bancarotta; poi rimetterebbe in discussione, con potenziali revocatorie, alcune operazioni effettuate dalla banca negli ultimi periodi, teoricamente agevolando la strada ai risarcimenti ai soci.

Ogni valutazione, in questo senso, è rimessa ai giudici trevigiani: al pm titolare del fascicolo e al giudice che, se riceverà l’istanza, dovrà verificare la solvibilità o meno dell’ex istituto di Montebelluna.

Nel frattempo cinque tra coloro che sono a processo a Roma hanno presentato la richiesta di dissequestro preventivo dei beni – immobili, quote societarie, auto e oggetti di lusso – operata nelle scorse settimane dalla Guardia di finanza su ordine della magistratura. L’istanza è stata avanzata al Tribunale del Riesame. 

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