1

petrulli angelo

VERBANIA – 31.12.2017 – In ricordo di chi è “andato avanti”.

Il 2017 che sta finendo è stato un anno in cui la comunità locale ha pianto tante persone che hanno concluso il loro cammino terreno e che hanno lasciato un segno in questa terra. I primi giorni dell’anno hanno visto spegnersi, a causa di un tumore, il 42enne frontaliere verbanese Andrea Bottini. Stessa malattia e stessa sorte nei medesimi giorni è toccata a Rosanna Celada, cannobiese di 66 anni, anima della Pro loco. E, nel corso dell’anno, a Laura Metaldi, logopedista di 41 anni e volontaria della Croce Rossa; al ricercatore del Cnr di 53 anni Giuseppe Morabito; al dottor Giuseppe Saglietti, direttore di Diabetologia dell'Asl Vco scomparso a 58 anni; alla 46enne impiegata del comune di Vignone Sofia Borgotti; al 66enne Luciano Perazzi, perito assicurativo e mister di giovani calciatori; ad Angelo Petrulli (nella foto), che gran parte dei suoi 68 anni li ha vissuti su una sedia a rotelle promuovendo lo sport tra i disabili.

Con Gianni Saffaglio, partigiano figlio di Teresa Binda – medaglia d’oro al valor civile Teresa Binda – s’è aperto un anno in cui l’incedere del tempo ha fatto venir meno i testimoni della Resistenza Carlo Suzzi, il “Quarantatré” scampato all’eccidio di Fondotoce; l’ex presidente Anpi Gianni Maierna; Liliana Fossati, staffetta partigiana sul Mottarone”.

Una vita dedicata al lavoro è stata quella degli albergatori Francesco Zacchera e Giancarlo Zanetta che, rispettivamente a Baveno e Stresa, hanno avviato e consolidato attività turistiche che tutt’oggi proseguono, guadagnandosi l’appellativo di decani del turismo del Verbano. La professione ha fatto conoscere anche Leandro Graziani, imprenditore che ha fondato il gruppo “Ciao Ciao”, il commerciante di vini e liquori Francesco Paleari, il tecnico delle vernici Eugenio Fasana, il funzionario dell’Usl Renato Minoletti, il fiorista Ubaldo Fabbri, il giornalista Paolo Bacchi Mellini, il pasticciere e ristoratore di Cannobio Giuseppe Andreoni, la commessa di negozio Anna Gagliardi, la funzionaria di Veneto Banca (ed ex Bpi) Franca Montalto. E, in un certo senso, anche don Alfredo Fomia, per quarant’anni parroco di Baveno. Tra la bancarella al mercato, la macchina fotografica e lo stadio è trascorsa la vita di Giacomino Basso, che con le sue immagini per quotidiani e periodici ha raccontato la città, il territorio e quel Verbania calcio che ha visto andarsene Pietro Ferrari, storico dirigente della prima ora che ha sempre rivendicato la paternità dei colori biancocerchiati.

Troppo presto e in circostanze imprevedibili hanno cessato di vivere i giovani Matteo Maffi, musicista di 35 anni; Soleisha Nogueira, mamma di 31; Samantha Simeoni, studentessa universitaria ventunenne e volontaria del Consorzio dei servizi sociali; Alessio Pireddu, ventenne di Cannobio;

La politica ha salutato l’ex sindaco socialista di Verbania e Cossogno Giacomo Ramoni, l’ex assessore verbanese – anche prof. di educazione fisica – Mario Grieco, il primo cittadino di Mergozzo per dieci anni (in due periodi diversi tra gli anni ’90 e Duemila) Luciano Piralla; l’ex vicepresidente del Consiglio comunale di Verbania, già dirigente della Banca popolare di Intr Pier Riccardo Dazzi. Legati alle istituzioni erano anche Doriano Poscia, vigile in pensione di San Bernardino Verbano vittima di un incidente in montagna, e l’ex direttore della casa circondariale di Verbania Francesco Forgione, che ha avuto un malore nel suo ufficio in Irpinia.

Il mondo forense ha detto addio al giudice del tribunale di Verbania Lidia Pomponio, a uno dei decani degli avvocati del foro locale, l’aronese Marco Ubertini; e al collega tributarista Arnaldo Bertolini.

Ha raggiunto la sponda piemontese del Verbano l’eco del lutto dell’artista Nanni Svampa, “cantore” di Milano con origini cannobiesi; e del “barone nero” Tomaso Staiti di Cuddia Delle Chiuse, missino legato a Lesa. A Stresa, infine, s’era ritirato Monsignor Antonio Riboldi, vescovo di Acerra e sacerdote conosciuto per il suo impegno contro la camorra.

E come non dimenticare Emma Morano, che s’avvicinava ai 118 anni e che con la sua longevità da record sembrava aver ingannato, oltre che il tempo, anche la morte ma che, serenamente, ha chiuso gli occhi nel 2017 dopo aver attraversato tre secoli. 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.