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VERBANIA – 31.12.2017 – E anche il 2017 saluta.

L’anno che sta per andare in archivio consegna alla storia della comunità del Verbano belle e brutte notizie, fatti di rilevanza nazionale e polemiche di campanile (talvolta beghe di paese) che sono lo specchio in chiave provinciale – magari anche provincialistica – di un Paese che intravede un barlume di ripresa ma che si sente confuso, impoverito (nei valori prima che nel portafogli), sovente arrabbiato e che rimugina più sul passato di quanto non guardi al futuro.

Quando tutto frana...

Il 2017 verrà ricordato come un anno di frane. Frane stradali, come quella mortale di marzo sulla statale 34 a Cannobio che s’è portata via un motociclista svizzero, ha isolato l’alto Verbano e rilanciato il grido d’allarme di un territorio “dimenticato” dalle istituzioni. E come quella di ottobre che – a riprova della fragilità del territorio – ha bloccato la Val Cannobina, oggi ancora off limits. Ma è stata pure una tragica frana, alla stregua di uno tsunami, anche la vicenda di Veneto Banca, messa in liquidazione con miliardi di euro di risparmi andati in fumo, decine di migliaia di azionisti “beffati”. A Montebelluna s’è scritto l’epilogo di una storia iniziata il 20 novembre 1873, quando avveduti imprenditori intresi diedero vita, nel ridotto del Teatro Sociale, alla Banca popolare di Intra, motore per quasi un secolo e mezzo dell’economia locale il cui declino progressivo forse non casualmente è coinciso con quello della “Intra”, ceduta una dozzina d’anni fa ai veneti che tra spregiudicate peripezie contabili sono andati a sbattere contro un muro. I cocci di quel crac li pagano i risparmiatori e, negli anni a venire, il territorio che perderà posti di lavoro in un settore già in forte crisi occupazionale. E poco valgono le Commissioni parlamentari, le denunce e i processi agli ex manager, celebrati quando i buoi sono scappati da un pezzo.

Addio alla supercentenaria

Tra le istituzioni che se ne sono andate va annoverata di diritto anche la pallanzese Emma Morano, la supercentenaria del pianeta, la donna più longeva d’Italia, d’Europa e del mondo, che in aprile ha cessato di vivere nel bilocale a due passi dalla chiesa di San Leonardo dove è vissuta sino a 117 anni e 137 giorni.

Politica e dintorni

Negli ultimi dodici mesi la politica locale ha sonnecchiato. Una manciata di comuni al voto in primavera (Gurro e Trarego hanno confermato Luigi Walter Costantini e Renato Agostinelli, a Brovello è tornato Pino Bono) e avvicendamenti nelle segreterie di partito (Giuseppe Grieco eletto nel Pd e Marcella Severino commissaria nella Lega Nord) spianano la strada alla campagna elettorale di inizio 2018, già iniziata con la visita-lampo del treno di Matteo Renzi a Verbania e con i primi annunci della Regione su investimenti e nuovo ospedale unico a Ornavasso, che vanno letti nell’ottica del voto subalpino del 2019. A Verbania la politica s’è accapigliata sul teatro Maggiore, bocciato recentemente da Sgarbi e ripudiato dagli architetti che l’hanno progettato e che per questo hanno vinto un premio internazionale, ma anche al centro di una querelle burocratica sui difetti che non lo rendono ancora – a due anni dalla fine dei lavori – pienamente adeguato alle norme antincendio. L’autunno ha regalato sogni di autonomia con l’iniziativa referendaria per passare in Lombardia e con lo spiraglio apertosi per salvare la Camera di commercio, sacrificata sull’altare delle politiche di quadrante nel quasi totale silenzio delle istituzioni. Istituzioni in difficoltà, a iniziare dalla Provincia, che non ha soldi ma un piano pluriennale di rientro dai debiti (approvato a dicembre) e che nel tentativo di risparmiare sul riscaldamento delle scuole superiori chiuse al sabato, a settembre ha fatto confusione facendo salire i costi del trasporto pubblico scolastico. E mentre ci si avvicina al comune (quasi) unico di Val Cannobina, con la fusione approvata mediante referendum dai cittadini di Cursolo Orasso, Falmenta e Cavaglio Spoccia, prosegue a singhiozzo l’iter per far entrare Cossogno in Verbania.

La politica verbanese ha vissuto dei rapporti tesi tra il sindaco Silvia Marchionini e il suo partito, il Pd, che l’ha sgambettata in un paio di occasioni quest’anno; e dei più tesi rapporti tra sindaco e minoranze e tra consiglieri dei vari schieramenti. In estate ha salutato polemicamente l’assessore alla Cultura Monica Abbiati, dimessasi (quarto assessore in tre anni) in contrasto con Marchionini e sostituita dall’urologo Danilo Minocci, che in tre mesi mai s’è visto in un consesso istituzionale. Lo scontro politico nel 2017 è arrivato in tribunale. L’assessore all’Ambiente Laura Sau nel 2018 sarà processata per abuso d’ufficio in una vicenda legata all’associazione Amici degli animali, e per diffamazione contro il presidente di quest’ultima, Loredana Brizio. Anche il consigliere del club Forza Silvio Michael Immovilli è alla sbarra per diffamazione (parte offesa il dem Roberto Gentina, presidente del Consorzio rifiuti), così come il vicepresidente della Provincia Riccardo Brezza nei confronti della leghista Stefania Minore. Condannato sempre per diffamazione Mauro Bardaglio, ex segretario del Pci oggi vicino al M5S, coautore di un comunicato pentastellato che, riesumando una vecchia storia degli anni ’80, accusava l’assessore Giovanni Alba di essere persona poco limpida.

Estate di polemiche

L’estate ha portato con sé polemiche sugli eventi rumorosi: il festival di Voobstock, i cui organizzatori sono stati denunciati per il volume troppo alto rivolto verso il comando provinciale dei carabinieri; e per gli avventori chiassosi dei locali di via De Bonis e piazza San Rocco. E polemiche, con forti proteste sindacali e un blocco navale, alla Navigazione Lago Maggiore, che ha dismesso parte degli uffici di Verbania, licenziato i “battellotti” svizzeri e che nel 2018 si fonderà in un nuovo consorzio gestore anche del Lago di Lugano.

Novità

Tra le novità dell’anno il nuovo corso del Lido di Suna, inaugurato a giugno con uno strascico legato ad alcuni abusi edilizi; la nuova Lidl, costruita in pochi mesi e inaugurata a ottobre in corso Nazioni Unite; e la concessione tentennale per la ricostruzione del porto turistico di Pallanza (ma i rottami dei vecchi moli sono ancora lì nonostante promesse e esposti). Da segnalare la fine del secondo lotto dei restauri della basilica di San Vittore a Intra, che stanno riportato all’originario splendore un’opera d’arte del ‘700-‘800. 

Cronaca

La cronaca nera del 2017 s’è aperta con l’incidente che ha visto l’onorevole Enrico Borghi, con la patente scaduta, investire sulla provinciale di Mergozzo un giovane africano che  quasi un anno di distanza è ancora incosciente in un letto d’ospedale. È già iniziato invece il processo per omicidio stradale a un altro ex politico noto. Ettore Racchelli, ex assessore regionale al Turismo, in un sorpasso sulla ss34 a Fondotoce ha travolto in marzo un camionista che camminava a fianco al suo Tir, uccidendolo sul colpo e ferendo il collega che si trovava vicino. A settembre l’incendio doloso di un bar di Stresa ha destato preoccupazione sul Verbano, ma le indagini hanno escluso episodi di criminalità organizzata e si sono concluse con la denuncia del mandante – che ha agito per vendetta – e degli esecutori. Tra le vittime della strada si conta Alessandra Lupano, 26enne dell’Aronese sbalzata dalla sella della moto del fidanzato a Cannero e investita mortalmente da un’auto che sopraggiungeva nell’altra corsia. Ha a che fare con le auto, tra frodi assicurative e riciclaggio di veicoli rubati, l’operazione “Cash for crash” della polizia, che ha visto arrestate quattro persone nel Cusio (Gravellona e Omegna), di cui una – Davide Zenoni – ha patteggiato in fase di indagini in estate. Scalpore ha destato a fine settembre l’arresto di Giuseppe Nasini, Gian Luca e Pier Paolo Morelli, imprenditori verbanesi coinvolti nel crac dell’ex Ossolana accusati di associazione a delinquere in reati fiscali e di bancarotta. A processo sono finiti – tutti condannati a pene complessive per vent’anni – i profughi protagonisti della sommossa di Arizzano. Altri richiedenti asilo hanno fatto i conti con la giustizia per diversi reati; la loro presenza nel primo semestre è stata motivo di polemica a Stresa e Brovello Carpugnino per gli arrivi improvvisi e non concordati.  

In tribunale si sono conclusi con due assoluzioni i più grandi processi dell’anno: nessun membro della famiglia Giacomini, rubinettai di San Maurizio d’Opaglio, è colpevole di evasione fiscale. E nessun ex dirigente di Montefibre (per la cronaca la Mossi & Ghisolfi, successore di Montefibre a Pallanza e ex proprietaria di Acetati, è finita in concordato preventivo in autunno) è responsabile di lesioni o omicidio colposo nel terzo processo per le morti e i malati d’amianto nell’ex stabilimento chimico di viale Azari,. È invece colpevole di terrorismo, con due sentenze di primo e secondo grado (3 anni e 4 mesi la pena), Wafa Koraichi, la mamma di origine marocchina arrestata nel 2016 a Baveno con l’accusa d’essere tramite tra aspiranti foreign fighters e membri dell’Isis. E mentre a Torino s’è sgonfiato parzialmente lo scandalo di Rimborsopoli, con più assoluzioni che condanne, a Verbania è iniziato il procedimento contro i dipendenti regionali di Villa san Remigio considerati assenteisti.

Menzioni e riconoscimenti

Una citazione per chi opera nell’assistenza. Se il 2017 ha visto entrare in vigore, tra disservizi e polemiche, il numero unico d’emergenza 112, l’anno s’è contraddistinto anche per l’impegno di Soccorso alpino e vigili del fuoco a Rigopiano, nella valanga killer che a gennaio ha travolto un albergo. I vigili del fuoco del Vco, poi, in settembre hanno salutato la prima donna pompiere in servizio effettivo,

E una citazione per alcune eccellenze verbanesi fuori provincia: Niccolò Cardana, imprenditore nominato presidente della Camera di commercio di Miami; Daniele Nasini, agrotecnico che ha curato il primo campo di calcio in Italia “dissetato” con acqua di mare, a Lampedusa; Emmanuel Tut-Ra Farah, regista debuttante al Valletta Film Festival. Grande apprezzamento, in casa, l’ha raccolto don Egidio Borella, parroco di Madonna di Campagna nominato benemerito verbanese dell’anno.

Sport

Nel mondo dello sport il 2017 ha visto la mesta retrocessione dalla D del Verbania (già Virtus Verbania) e l’ascesa dell’Inter Farmaci Verbania (oggi Città di Verbania), vincitore della Prima Categoria. La copertina dell’anno la meritano Valentina Greggio, un razzo nelo sci di velocità che ha vinto la terza Coppa del mondo consecutiva; il neo pro del ciclismo Filippo Ganna, campione europeo su pista e vincitore con il quartetto azzurro in Coppa del mondo; il canoista Carlo Tacchini, vicecampione del mondo di canoa; e Andrea Zucco, che ha debuttato nella boxe professionistica. Una menzione particolare agli organizzatori di Beach for babies, che hanno riportato il beach volley in piazza, con sport, spettacoli e solidarietà.

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