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lascaris palazzo

TORINO – 22.12.2017 – Sono rimasti a bocca asciutta,

con il vitalizio “tagliato” e – come regalo di Natale sgradito – anche con 25.000 euro di parcelle da pagare alla Regione. La sezione Lavoro del tribunale di Torino ha deciso ieri in primo grado la causa civile avviata a inizio anno da 39 ex consiglieri regionali che nel 2014, con una legge ad hoc proposta dall’attuale presidente di Palazzo Lascaris Mauro Laus, riduceva retroattivamente e per un periodo di cinque anni i vitalizi di quei consiglieri che, dal 1970 in poi, avevano beneficiato degli assegni.

 Tra coloro che avevano chiesto il reintegro della somma ridotta alla giustizia ci sono anche quattro esponenti del Vco: Ettore Racchelli, Marco Zacchera, Alberto Buzio e Guido Biazzi. Dopo aver provato ad avere  ragione alla Corte dei Conti, si sono rivolti al tribunale ordinario, che gli ha però dato torto. Le motivazioni saranno depositate entro 60 giorni ma nel dispositivo letto ieri si legge chiaramente il diniego e la condanna al pagamento delle spese processuali sostenute dalla Regione, pari a 25.000 euro.

La legge proposta da Laus puntava a risparmiare 1,7 milioni l’anno e a dare un segnale di “moderazione” della classe politica di fronte ai privilegi di pochi ex amministratori in proporzione alle difficoltà quotidiane di tanti piemontesi. La riduzione era – ed è tuttora, salvo che la Corte d’Appello, se ci sarà ricorso, decida diversamente – proporzionale: il 6% per chi percepiva fino a 1.500 euro lordi, il 9% sino a 3.500, il 12% sino a 6.000, il 15% oltre gli 8.000. Chi, però, al vitalizio torinese aggiungeva quello romano di Camera o Senato, si vedeva decurtare il 40% dell’emolumento subalpino. È, questo, il caso del verbanese Zacchera (consigliere tra il 1990 e il 1994, dimessosi per passare alla Camera), che – dati del Consiglio regionale del Piemonte – a oggi incassa lordi 1.656,50 euro anziché l'assegno pieno che è di circa 2.800 euro lordi.  Questi gli altri vitalizi, già decurtati: Ettore Racchelli (due mandati in Regione) 4.457,12 euro, Guido Biazzi (due) 3.811,23, Alberto Buzio (uno) 2.110,12. 

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