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v banca

ROMA – 20.12.2017 – Mentre ieri a Roma

si teneva l’ultima udienza preliminare del 2017 nel processo per ostacolo alla vigilanza e aggiotaggio agli ex vertici di Veneto Banca, nel nord Italia la Guardia di finanza ha operato un maxisequestro. Ammonta a 59 milioni di euro il valore dei beni che le Fiamme Gialle hanno sequestrato a 5 persone, manager dell’ex istituto di credito e imprenditori. Immobili, terreni, quote societarie, auto e moto di lusso sono sotto sequestro preventivo, misura che ha lo scopo di bloccare i beni che potrebbero servire per risarcire il danno contestato.  I destinatari sono gli imprenditori e ex amministratori di Bim – Banca intermobiliare Gianclaudio Giovannone e Pietro D’Aguì, oltre ai dirigenti di Veneto Banca Stefano Bartolo, Flavio Marcolin e Mosè Fagiani.

Ieri mattina, intanto, a Roma il gip Lorenzo Ferri ha accolto nuove richieste di costituzione di parte civile di soci-azionisti e istituzioni (come Banca d’Italia e Consob). Si stima che ne siano depositate tra 5.000 e 6.000 – tra queste una trentina del Vco tramite gli avvocati Matteo Moschini e Clarissa Tacchini –, un numero che sarà chiaro il 12 gennaio, data in cui il gip deciderà se e quali ammettere. Il processo, in udienza preliminare, viaggia spedito e a ritmo serrato. L’accusa contro 15 ex manager, funzionari e imprenditori riguarda le operazioni di collocamento di bond e di azioni con le quali sono stati effettuati due aumenti di capitale fittizi, cioè con denaro prestato dalla banca stessa, riducendo pericolosamente il capitale a garanzia degli incagli e dei crediti deteriorati. Il giudice ha già fissato udienza il 12, 16 e 26 gennaio, il 16 febbraio e il 9 marzo. 

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