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VERBANIA – 06.12.2017 – È sparito prima ancora

d’essere processato (e condannato) per direttissima, dribblando le misure alternative al carcere concesse dal giudice e ignorando anche il suo avvocato d’ufficio. Una settimana fa il ventinovenne gambiano Alagie Janko venne fermato dalla polizia perché, privato del diritto d’asilo su ordine del prefetto e allontanato dal centro di accoglienza di Crusinallo, per due volte aveva tentato di introdursi nella struttura e, all’intervento degli agenti, aveva reagito colpendoli e percuotendo un volontario. Nel convalidare l’arresto, il magistrato aveva imposto che il gambiano, senza fissa dimora, potesse evitare la detenzione con l’obbligo di firma per tre volte la settimana al commissariato di Omegna. Quell’obbligo non è stato adempiuto nemmeno una volta e oggi Janko è stato processato in contumacia dal tribunale di Verbania. Difeso d’ufficio dall’avvocato Annalisa Paparella, che dopo avergli parlato alla presenza dell’interprete – l’uomo parla solo francese – non l’ha più sentito, né visto, è stato condannato a 4 mesi con il beneficio della sospensione della pena e della non menzione. 

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