1

suzzi 43

VERBANIA – 16.07.2017 – Solo la vecchiaia l’ha vinto.

Scampato nel 1944, quando era solo poco più che un ragazzo, Carlo Suzzi ha chiuso gli occhi a 91 anni, in una terra lontana migliaia di chilometri da casa e da Fondotoce, dove tutto accadde in quel nefasto 20 giugno. Suzzi, allora diciassettenne, era il 43esimo uomo destinato alla fucilazione, l’unico che scampò all’eccidio-rappresaglia dei soldati nazifascisti, cadendo ferito tra i corpi di chi fu colpito a morte. Insieme a altri 45 uomini e donne detenuti a Villa Caramora, sede del comando tedesco, nel pomeriggio fu fatto marciare sino a Fondotoce e lì – mentre tre vennero risparmiati – esposto al piombo dei soldati. Sopravvisse, fu aiutato, curato e una volta guarito si unì alla divisione Valdossola, concludendo la guerra come caposquadra con nome di battaglia “Quarantatré”. Da quasi quarant’anni s’era lasciato l’Italia alle spalle, trasferendosi in Thailandia, nel distretto di Bang Lamung, poco lontano dalla nota località turistica Pattaya. Con il passare del tempo i suoi ritorni a Verbania, dove s’era stabilito anche se era nato a Busto Arsizio, s’erano fatti sempre più sporadici, anche se il suo ricordo era vivo nella comunità locale. 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.