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GHIFFA – 12.01.2017 – Sei mesi convertiti

in 45.000 euro di multa. È questa la condanna che il gip del tribunale di Verbania ha disposto per Attilio Mileto, architetto verbanese responsabile – attualmente è sospeso dal servizio, al termine di un altro procedimento penale che ha avuto sentenza di primo grado – dell’Urbanistica e dell’Edilizia privata del comune di Ghiffa. E a Ghiffa è legato il processo che la Procura di Verbania ha avviato per abuso d’ufficio. Mileto è stato ritenuto responsabile di aver abusato del proprio ruolo per essersi preso in carico una pratica urbanistica della moglie su un immobile di lei e del quale lui ha l’usufrutto. Il comune di Ghiffa, costituito parte civile, ha ricevuto un indennizzo di 5.000 euro.

La storia ruota – è il caso di dirlo – attorno alla cosiddetta “Casa dell’orologiaio”. A Deccio, frazione alta di Ghiffa, negli anni ’70 l’imprenditore intrese Natale Boletti aprì una fabbrica di orologi, la Boltime. In un momento successiva realizzò, nella stessa proprietà, un edificio avveniristico e sperimentale, una casa circolare che, come le ore di un quadrante da 24 spicchi, ruota grazie a un motore elettrico per inseguire la luce solare. Quell’edificio venne classificato inizialmente come immobile produttivo sperimentale. Poi, chiusa l’attività, Boletti lo convertì a residenziale.

Scomparso l’imprenditore, gli eredi decidono, in tempi recenti, di accettare la proposta di acquisto della moglie di Mileto. Per poter rogitare, però, vista l’incongruità urbanistica, il notaio suggerisce che si rimetta mano all’accatastamento e, così, con una nuova pratica l’edificio torna industriale. Una volta finita nella disponibilità dei Mileto, la moglie dell’architetto presenta al Comune una nuova pratica di cambio di destinazione d’uso indirizzata al ritorno al residenziale. E su questa, in virtù di una segnalazione giunta in Procura, si apre un’indagine e il processo. Al professionista comunale viene contestato l’abuso d’ufficio perché avrebbe dovuto astenersi nel ricevere la pratica della moglie e avrebbe dovuto svolgere accertamenti che non ha effettuato.

Le motivazioni della sentenza di condanna, attese per marzo, sono ciò che aspetta Alberto Zanetta, legale di Mileto, che preannuncia appello in secondo grado convinto delle proprie ragioni “suffragate da un autorevole parere di un docente universitario, perché tutto verte su aspetti molto tecnici – commenta l’avvocato –. Il mio assistito s’è limitato a ricevere a protocollo la pratica”.

Nei mesi scorsi, per vicende legate alla stessa proprietà immobiliare, il professionista era stato condannato a 2 anni, 6 mesi e 300 euro di multa per induzione a dare e promettere utilità e omessa denuncia. Per il collegio giudicante di primo grado – la sentenza è stata impugnata in Appello – fece pressioni alle vicine di casa per ottenere un accesso carrabile proprio verso la “Casa dell’orologiaio”.

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