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VERBANIA – 12.01.2017 – È in carcere da prima di Natale

e ci resterà almeno ancora per una settimana. Maria Carmela Scognamiglio,  vent’anni, originaria del Napoletano, sta scontando nell’abitazione di Verbania della madre un periodo agli arresti domiciliari per un cumulo di pene decretate dal tribunale di Napoli. La convivenza “forzata” delle due, però, è a dir poco problematica e, così, il 23 dicembre la giovane telefona al 112 e ai carabinieri dice di volersene andare, di preferire la prigione ai domiciliari e manifesta intenzioni suicide nel caso non venga assecondata. I militari raggiungono il condominio in cui risiede e la trovano nell’androne con le valigie in mano. L’arrestano per evasione e, dopo la convalida disposto dal magistrato, la accompagnano nella casa circondariale di Vercelli, dove è tuttora ristretta. Ieri Scognamiglio è comparsa in tribunale per la prima udienza del suo processo, che è stata rinviata per l’assenza del legale di fiducia da lei indicato, un professionista del foro di Napoli. Il giudice Raffaella Zappatini ha nominato difensore d’ufficio Alberto Beer, che il 19 l’assisterà nel processo nel quale, in ballo, non s’è solo l’eventuale pena aggiuntiva dell’evasione del 23 dicembre, ma anche la decisione su quali modalità – se, ai domiciliari, dove – dovrà scontare la sua fine pena. 

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