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porini rino

VERBANIA – 10.01.2017 – Quattro volte candidato, 

quattro volte eletto e il più votato. Rino Porini, veterano della politica del Vco (ha iniziato nel 1975), è stato tra tutti il candidato più incisivo nelle elezioni provinciali tenutesi domenica. L’ex sindaco di Gravellona e già presidente del Consiglio provinciale, membro dell’Unione industriale e governatore Lions, a dicembre aveva scelto di candidati con la cosiddetta “lista dei sindaci” (unico non sindaco) lasciando la formazione di centrodestra riconoscibile in Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia di cui era stato capogruppo per due anni. Una scelta azzardata, dato che nel 2014 i sindaci non ottennero alcun seggio, ma che è stata premiata da 61 consiglieri per un totale di 7.640 voti ponderati, la cifra più alta tra tutte le liste, ben davanti – tra i colleghi – ai 4.401 voti del sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella e dei 3.039 dell’ornavassese Filippo Cigala Fulgosi. Per lui è la quarta elezione consecutiva: siede in Consiglio provinciale dal 2004.

In casa Pd c’è il rammarico per non aver trovato un accordo con la lista di sinistra, che pur raccogliendo 5.403 voti, non ha eletto alcun consigliere. Se si fosse apparentata al Pd (ammesso che poi tutti l’avrebbero votata) avrebbe riportato a 6 il numero di consiglieri di quella formazione, ora scesi a 5 (la maggioranza è garantita dal presidente Stefano Costa). Il più votato tra i democratici è stato il consigliere verbanese Riccardo Brezza, che ha fatto pesare le 10 preferenze incassate a Verbania (ciascuna valida 576 voti ponderati) e con 6.540 si candida a essere confermato vicepresidente. Davanti a lui, oltre a Porini, l’ossolano Luigi Spadone, consigliere in Cannobina e uomo scelto da una parte di Forza Italia che, affidandogli 6.617 voti ponderati (con ben 92 preferenze individuali), ha messo in secondo piano il coordinatore provinciale Mirella Cristina, quarta con 3.253 voti. E dire che, per come era stata impostata la lista, cioè con soli 7 candidati su 10 e 3 praticamente di bandiera (Fabrizio Azzolini e Emanuele Doriani non si sono nemmeno votati e hanno chiuso a 0, Giuliana Pettinaroli ha incassato 1 preferenza) sembrava avere la strada spianata. Domodossola – e il suo partito – compatti hanno sostenuto Fabio Basta di Fratelli d’Italia, quarto assoluto per numero di preferenze (6.199), davanti al leghista di Gravellona Mario Geraci (5.956). A seguire il primo cittadino tocense Giovanni Morandi (5.403), l’omegnese Rosa Rita Varallo (5.051), il crevolese Fabio Pizzicoli (4.964, con 52 schede a proprio favore, il massimo del Pd) e l’anzaschina Silvia Tipaldi con 4.595. Esclusa l’ex sindaco di Belgirate Flavia Filippi, che pure poteva contare sul sostegno verbanese di Silvia Marchionini, che ha fatto convergere su di lei 5 voti da 576 l’uno ma che s’è fermata a 3.786.

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