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TORINO – 05.01.2017 – Le “mutande verdi”

(che poi erano bermuda) sono stato un errore, tutte le altre spese erano istituzionali, legittime. Sono queste le motivazioni che hanno spinto i giudici di Torino a assolvere dall’accusa di truffa e peculato l’ex governatore del Piemonte Roberto Cota e, analogamente, altri quattordici ex consiglieri regionali della legislatura 2010-2014.

Quello delle “mutande verdi”, un paio di pantaloni che Cota acquistò in un viaggio negli Stati Uniti e fu addebitato al gruppo, è stato un caso mediatico per almeno due anni e, dopo una prima fase di patteggiamenti e condanne in primo grado ma anche di proscioglimenti – come l’attuale vicepresidente piemontese Aldo Reschigna – ha avuto nei mesi scorsi un epilogo diverso. Nelle 330 pagine di motivazioni pubblicate oggi emerge chiaramente la discriminante dei giudici: è stato condannato chi ha acquistato beni palesemente per fini esclusivamente personali, come il pranzo della comunione del figlio, i biglietti della Juventus allo Stadium, i vestiti, le vacanze. I regali o i doni fatti a politici o a personalità, al contrario, sono stati considerati legittimi. Tra coloro che sono usciti assolti con formula piena, per non aver commesso il fatto, c’è anche il verbanese Roberto De Magistris, già vicesindaco a Verbania e consigliere regionale.

Ora bisognerà capire se la Procura impugnerà in Appello, dove sono attesi i giudizi sui consiglieri regionali della Valle d’Aosta assolti e su chi, scegliendo il rito abbreviato, è già passato dal primo grado. 

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