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stadio pedroli
VERBANIA – 30.12.2016 – “L’affidamento diretto

di un bene comunale oltre il semestre viola il regolamento comunale che disciplina la concessione dei beni comunali anche per i casi di affidamento temporaneo”. Con questo passaggio, scritto nella sentenza della seconda sezione del Tar Piemonte pubblicata ieri, si chiude il “caso” politico-sportivo nato nell’estate del 2015 sulla concessione gratuita dello stadio Pedroli (alla Virtus Verbania), dei campi di Renco e Possaccio (all’Accademia Verbania) e Fondotoce (al Gruppo sportivo Fondotoce). Quegli affidamenti, scrivono i magistrati confermando quanto già avevano detto sospendendo il comodato dell’Accademia Verbania – e obbligando il comune a indire gara d’appalto poi vinta dalla stessa società – non si potevano fare. A rilevarlo, avviando una causa amministrativa, era stato Michael Immovilli, presidente della Victor Intra e consigliere comunale di minoranza.

In prima battuta i magistrati avevano accolto la richiesta di sospensiva per Renco e Possaccio, rinviando la discussione a dicembre 2016, oltre cioè la scadenza dei contratti. I tempi lunghi della giustizia hanno influito sulla decisione. Il ricorso di merito contro Accademia è stato dichiarato improcedibile perché la materia del contendere non esiste più. Quello contro il Fondotoce accolto e la delibera annullata. Quello contro la Virtus Verbania, invece, è stato dichiarato inammissibile perché i giudici hanno ritenuto, sposando le tesi del comune di Verbania, che la Victor Intra non aveva titolo a ricorrere perché, militando in Seconda Categoria, non avrebbe potuto aspirare a gestire il “Pedroli” in cui giocano squadre di categoria superiore.

In sostanza, Immovilli e la Victor Intra avevano ragione, la giunta di Verbania aveva adottato delibere illegittime ma il tempo e i nuovi atti hanno reso superfluo il ricorso. A parziale favore del consigliere comunale di minoranza, nella veste di ex presidente della Victor (incaricò che dovette lasciare a fine 2015 pena il voto di decadenza dal Consiglio per incompatibilità, discusso in più infuocate sedute a Palazzo Flaim), la decisione dei giudici sulle spese legali, che sono compensate: il Comune dovrà pagare alla Victor metà dell’onorario dell’avvocato Marco Marchioni che aveva rappresentato il club.   

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