1

femminicidio generico
VERBANIA – 24.12.2016 – Alessia Partesana

è l’ultima vittima di femminicidio. La ventinovenne di Bee accoltellata all’alba dal compagno Marco Tacchini s’aggiunge a un lungo elenco di donne vittime della violenza degli uomini, anche nel Vco, dove i casi di cronaca solo degli ultimi vent’anni sono più d'una mezza dozzina. Adriana, Monica, Giovanna, Gloria, Emanuela, Angela e Silvia i nomi di queste donne.

Adriana Puppieni, moglie e madre di famiglia, aveva 43 anni il 16 febbraio del 1994. Il suo corpo senza vita fu trovato sul ciglio della strada provinciale della Valle Strona. A ucciderla, nel garage della sua abitazione di Crusinallo, era stato in precedenza l’ex cognato Claudio Di Stefano, che la riteneva responsabile della separazione con l’ex moglie. La morte fu causata da ripetuti colpi alla testa inferti con un manico d’ascia.

Monica Calò, una ragazza di Domodossola di 29 anni, s’era innamorata dell’uomo sbagliato. Il rapporto con Marco Mariolini, bresciano, ossessionato dalle anoressiche, era stato travagliato. I due si erano lasciati ma, su insistenza di lui, il 14 luglio del 1998 si incontrarono per chiarirsi. Sedevano in auto nel parcheggio della Canottieri Intra, alla foce del torrente San Giovanni, a fianco di centinaia di bagnanti. Mariolini la colpì al petto con 22 coltellate, assassinandola.

Giovanna Fornaro, quarantacinquenne, aveva lasciato il marito Antonio La Monaca, che non si rassegnava. In un caldo pomeriggio dell’estate del 1999 – era il 29 giugno – si trovava insieme ai familiari nell’appartamento dei genitori, in piazza Ranzoni a Intra, sopra le “Beccherie”. Il marito li raggiunse e scoppiò un litigio che si concluse con la morte violenta di Giovanna, colpita al volto da quattro colpi di pistola. L’uomo cercò di togliersi la vita sparandosi in bocca, ma sopravvisse.

Gloria Omozee, 21 anni, africana venuta in Italia con la speranza di una vita migliore, era finita sulla strada, sfruttata come lucciola sui marciapiedi di Milano. Lì aveva conosciuto Paolo Bersani, 37enne che s’era innamorato di lei e che voleva sottrarla a quel destino. Il 26 febbraio del 2003 i due raggiunsero in auto la Val Cannobina, dove Bersani aveva trascorso in gioventù numerosi periodi delle vacanze estive. Ebbero un violento litigio; lui la colpì con schiaffi, pugni e calci, lasciando che morisse dissanguata con il corpo gettato da un ponte sul greto del rio Gridoni.

Emanuela Crippa, 32 anni, verbanese, nel 2004 conviveva a Vogogna con l’ossolano Giovanni D’Andria, che nel pomeriggio del 19 giugno la strangolò nella loro abitazione in frazione Dresio. Fu il culmine di una relazione complicata. Lui s’allontanò ma la sera si consegnò ai carabinieri della stazione di Premosello Chiovenda e, il 16 agosto, si tolse la vita asfissiandosi dopo aver messo la testa in un sacchetto d plastica.

Angela Mozzone oggi ha 54 anni e da undici si trova in stato neurovegetativo, conseguenza dell’aggressione subita il 15 marzo 2005. Il marito Angelo Aquino, assistente di laboratorio all’istituto “Lorenzo Cobianchi” di Intra, la strangolò nella biblioteca della scuola – di cui lei era responsabile – durante una lite per motivi di gelosia.

Silvia Dragna, 40 anni, viveva da pochi mesi a Crusinallo di Omegna, trasferitasi da Intra con il marito Antonino Sidoti e con i due figli minorenni. Nella notte del 3 febbraio 2006 fu uccisa dal marito con 13 coltellate.

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.