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VERBANIA – 22.12.2016 – Un voto trasversale

– o una stampella, per dirla come Vladimiro Di Gregorio di Sinistra Unita – ha dato il via libera al nuovo supermercato Lidl di Pallanza. Nella tarda nottata, dopo una lunga e a tratti tesa discussione (con due sospensioni e una richiesta di rinvio), il Consiglio comunale di Verbania ha ratificato la variante urbanistica in deroga che trasforma la destinazione d’uso del sito ex Ghioni auto, ex Enel e ex Motel Villa Lidia, predisponendolo per accogliere il supermercato della multinazionale tedesca che ha già in mano le autorizzazioni della Conferenza dei servizi e che attendeva solo un sì o un no per spostarsi da Suna a Pallanza.

Ai voti della maggioranza si sono aggiunti quelli del Fronte nazionale (Giorgio Tigano e Sara Bignardi) e di Forza Italia (Mirella Cristina e Lucio Scarpinato), convinti anche da un emendamento che ha chiesto la permanenza di un negozio di vicinato a Suna e dato garanzie sui parcheggi. Astenuto Damiano Colombo di Ncd, nettamente contrarie le altre minoranze, con il Movimento 5 stelle che polemicamente non ha votato. Le critiche sono di metodo per una variante calata dall’alto e non discussa preventivamente e su una mancanza di visione della città; e di merito soprattutto per le criticità sulla viabilità e sulle possibili ricadute negative per il commercio locale di Pallanza.

Dal canto suo il sindaco Silvia Marchionini ha difeso con forza l’operazione che – dice – recupera un’area degradata come ce ne sono troppe in città.

Il tema è stato molto dibattuto nelle tre sedute della Commissione urbanistica e i documenti, spesso consegnati in ritardo o aggiornati all’ultimo momento, hanno subito modifiche e cambiamenti. È sparito per esempio il contributo al Museo del Paesaggio (200.000 euro in 4 anni) sostituito da un più generico impegno a finanziare le realtà locali. Il voto a Palazzo Flaim, per la verità, è rimasto in bilico fino all’ultimo. Pochi giorni prima di andare in Consiglio, alla riunione del gruppo Pd – all’interno del quale non tutti erano convinti dell’operazione urbanistica – s’era cercato di portare in avanti la data del voto per approfondire alcune questioni. È stata Marchionini, invocando i 90 giorni di tempo per rispondere alla richiesta del privato, a accelerare, creando anche qualche tensione all’interno del gruppo.

Ieri mattina, alla vigilia dell’approdo a Palazzo Flaim, la maggioranza – non certa dei voti che sarebbero poi arrivati da Forza Italia e Fronte nazionale – ha verificato più volte le presenze nel timore di andare sotto il numero legale e veder saltare la seduta. Con l’ex assessore all’Urbanistica della giunta Zanotti Michele Rago che aveva annunciato che, o non sarebbe venuto, o avrebbe votato in maniera discorde al gruppo, e con la possibilità che fossero assenti per diversi motivi altri due consiglieri, il rischio era palese. A una certa ora il democratico Riccardo Brezza ha lasciato l’aula per impegni lavorativi, mentre è arrivata la collega di partito Rossella Contini, il cui voto s’è aggiunto agli altri 14 dei gruppi Pd e “Con Silvia per Verbania” e a quello del sindaco: 17 in totale, cioè a malapena il numero legale.

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