VERBANIA - 22-05-2023 -- Il pezzo pregiato era un cronografo Patek Philippe da svariate decine di migliaia di euro, rinvenuto sul treno Ginevra-Milano nella disponibilità di un 30enne cittadino di Singapore, che viaggiava in treno proveniente dalla Svizzera e diretto in Italia. I finanzieri che lo perquisirono in carrozza, una volta giunto alla stazione di Domodossola -si trattava di un normale controllo doganale, nell’ottobre del 2021- e che lo denunciarono per l’evasione dell’Iva sull’orologio di lusso, ritennero che il cronografo fosse stato acquistato oltreconfine e che per averlo importato in Italia senza dichiararlo, avesse evaso più di 10.000 euro di imposte. A suffragio di questi tesi portarono anche un altro orologio “importante”, un Rolex Daytona appena revisionato in terra elvetica (come provava la ricevuta, intestata a un’altra persona) oltre a due borse di valore, astucci e custodie che fecero propendere le Fiamme Gialle che si trattasse di un uomo che commerciava in beni di lusso. Era di passaggio – ha sostenuto il suo avvocato difensore, puntando sull’intenzione dell’uomo, non di introdurre in Italia orologi di lusso senza pagarne le tasse, ma di trasportarli per poi tornare a casa. Una tesi, questa, sposata dal giudice che l’ha assolto, respingendo la proposta di condanna vanzata dal pubblico ministero.


