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STRESA - 23-02-2023 -- È bastato vedere l’invito agli studenti di terza media e leggere la trama dello spettacolo teatrale per ridestare il Popolo della famiglia. Giuseppe De Giovannini apre un fronte polemico con la maggioranza -di cui è componente- e se la prende anche con la scuola. Il consigliere comunale stresiano, eletto con Progetto Comune di Marcella Severino, ha diffuso oggi una nota in cui sconfessa la sua giunta per aver concesso il patrocinio allo spettacolo “La madre di Eva”, pièce teatrale diretta e cointerpretata da Stefania Rocca che, sabato sera (ma prima per le scuole), al Palacongressi porterà la trasposizione dell’omonimo e fortunato romanzo d’esordio di Silvia Ferreri. Ciò che fa indignare -”giù le mani dagli adolescenti” è il titolo del comunicato- il Popolo della famiglia è il modo in cui è affrontato il tema su cui verte lo spettacolo, il rapporto tra una madre e un figlio nato in un corpo di donna ma che da sempre si sente uomo e, alla soglia della maggiore età, decide di farsi operare e di cambiare sesso.

Transgender è il termine che definisce la situazione, un termine che lo stesso De Giovannini definisce “divisivo”, “un classico del pensiero dominante” e che, per questo, avrebbe secondo lui dovuto essere trattato diversamente. “Hanno ricevuto comunicazione e invito anche le famiglie degli alunni delle terze medie: un breve messaggio per annunciare l’evento proposto e un volantino con la copia del manifesto e un breve testo riassuntivo dei temi trattati nello spettacolo. La maggioranza dei genitori dà il consenso alla partecipazione. Alcuni affermano di non aver letto i testi inviati dalla scuola, altri sostengono che ‘se lo propone la scuola va bene’, altri ‘cosa c’è di male, i ragazzi devono sapere’… È chiaro. La scuola manda allo sbaraglio gli alunni. La proposta andava spiegata ai genitori ed era auspicabile una preparazione adeguata (cioè con un contraddittorio) prima dell’invito a teatro”.

Ci auguriamo quindi un ripensamento – afferma il consigliere comunale insieme al referente provinciale del movimento, Rino Bonetti – o un progetto educativo su temi così scottanti dove siano coinvolte le famiglie ed esperti in grado di rappresentare le varie opinioni su ciò che è cosi importante e decisivo per il futuro di tutti i nostri ragazzi e ragazze”. La richiesta finale, però, è più netta: “l’invito a teatro per gli alunni della terza media va revocato!! No al gender nelle scuole e/o con l’avallo delle stesse”.

 


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