1

ex pretorio intra
VERBANIA – 16.12.2015 – Una lettera d’appello

e un incontro per discutere dell’ex Pretorio di Intra. La settimana dopo la decisione del sindaco Silvia Marchionini di porre in vendita i locali un tempo affittati come negozio ma già facenti capo del più antico palazzo pubblico intrese e verbanese (ne erano le carceri), alcuni consiglieri di maggioranza del Pd si sono mobilitati chiedendo al sindaco di soprassedere sull’operazione. Coordinati dal segretario cittadino Riccardo Brezza e dal capogruppo Davide Lo Duca, l’80% dei consiglieri ha firmato la lettera in cui si ripercorre la vicenda e si chiede uno stop.

L’antefatto è il Consiglio comunale del 3 giugno nel quale si votava il Piano delle alienazioni, l’elenco dei beni immobili pubblici da vendere. Tra questi, oltre ai nuovi alloggi ex popolari di via Case Nuove c’erano i box auto di Cavandone e, appunto, l’ex Pretorio. Le minoranze, compatte, ne chiedevano lo stralcio per il suo valore storico e per il possibile riuso che se ne potrebbe fare come “vetrina” e accesso del palazzo dal quale nei prossimi anni si trasferirà il Consorzio dei Servizi sociali del Verbano. La sollecitazione fu raccolta da alcuni consiglieri di maggioranza e anche l’allora presidente dell’assemblea, Diego Brignoli, s’astenne. Al momento del voto il compromesso fu l’impegno del sindaco a non venderlo finché non ve ne sarebbe stata necessità. E sembrava, due settimane fa, che la necessità non sussistesse dato che a Palazzo Flaim il sindaco ha dichiarato che le vendite procedono bene e sono in regola con le aspettative.

La realtà, però, è un bando già uscito. “Purtroppo senza alcuna condivisione in maggioranza”, si legge nella lettera che, rivolta al sindaco Marchionini, le ricorda l’impegno a congelare la cessione per “cercare delle alternative valide alla vendita del bene poiché era riconosciuto che tale immobile, oltre a possedere indubbia identità dal punto di vista storico, è luogo potenzialmente strategico e funzionale dal punto di vista della promozione culturale e turistica della Città”, prosegue il documento. “Nel breve furono costruite alcune proposte dal capogruppo (Lo Duca, ndr) che tuttavia non sono state prese in considerazione poiché, così il Sindaco argomentò, comunque la Casa della Gomma (questo il nome del negozio lì ubicato negli anni ’80, ndr) sarebbe stata venduta nel momento in cui le vendite in essere di garage di Cavandone e alloggi di Case Nuove avessero dato riscontri negativi. Si rileva che l’obiettivo di vendite del 2015 è pienamente raggiunto per cui era ragionevole immaginare  che l’ipotesi di vendita della Casa della Gomma non fosse ancora operativa”.

Insieme alla novità della vendita, è arrivata la concessione degli stessi spazi al Museo del Paesaggio per l’allestimento di una “vetrina” sulle attività dell’ente. “I locali sono stati disposti e adattati magnificamente per la promozione del patrimonio artistico del museo, la qual cosa ha plasticamente espresso il potenziale spesso ricordato di questo immobile: parte di un complesso, l’ex palazzo pretorio,  che nella sua interezza caratterizza e valorizza il centro storico e commerciale  della città, esso si potrebbe  prestare come luogo di promozione, d’incontro, di coordinamento e di riferimento delle attività non solo culturali ma d’interesse generale per una città che, sappiamo benissimo, è caratterizzata da un policentrismo che sta trovando lentamente un baricentro funzionale proprio nel cuore di Intra”.

Da qui la richiesta di ridiscuterne la vendita: “Riteniamo opportuno aprire una riflessione in merito alla messa in vendita dell’immobile, rilevando anche che in queste ore una platea corposa, composta in modo trasversale da cittadini comuni  e una parte degli esercenti di Intra, chiede di riaprire la discussione (…). L’utilizzo del locale che il Museo del Paesaggio ne sta facendo dimostra che un dibattito concreto e un’analisi opportuna su tema può ancora essere  fatta”.

Ieri sera una parte dei consiglieri ha discusso la proposta con il sindaco. Le posizioni sono distanti e, a discapito degli impegni e delle rassicurazioni sul buon andamento delle alienazioni, il primo cittadino ha ribadito che bisogna mettere l’immobile sul mercato perché mancano risorse finanziarie, dicendo anche che non ci sarebbero gli strumenti per tornare indietro. In una situazione di stallo s’è rinviato l’approfondimento alla segreteria cittadina del Pd, da convocare a breve.

Ex Pretorio, il gruppo Pd contro la vendita

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.