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marchionini silvia cc vb
VERBANIA – 15.12.2015 – “Alla spa non c’è alternativa:

dire no sarebbe un disastro”. Silvia Marchionini prende posizione sul futuro di Veneto Banca. Il sindaco di Verbania, che sabato sarà all’assemblea dei soci che ha all’ordine del giorno la trasformazione da cooperativa a società per azioni, ha deciso di tenere oggi una conferenza stampa per esprimere la posizione sua e del territorio in cui è nata, cresciuta e defunta (assorbita proprio da Veneto Banca) la ex Banca popolare di Intra. Sono giorni in cui sindaci e amministratori locali, specialmente in Veneto, prendono posizioni anche forti. Quella verbanese vuole essere pacata, moderata, ma ugualmente ferma. “All’assemblea dirò che siamo favorevoli alla trasformazione in spa, alla difesa del territorio e della sua economia nella quale Veneto Banca ha una fetta di mercato del 40%, alla salvaguardia dei posti di lavoro”, annuncia Marchionini che non si sottrae alla questione delle responsabilità: “Non so se ci sono responsabilità individuali, ma chiediamo che si faccia un’operazione-verità”.

Il suo intervento, sollecitato anche da singoli cittadini e persone preoccupate, ha innanzitutto un valore di informazione. “Bisogna stare attenti quando si parla di banche – spiega – perché Veneto Banca non è la popolare dell’Etruria (commissariata, ndr). Certo, fa bene Renzi a parlare di una riforma obbligatoria del settore. E bisogna vigilare, anche per quei 14.000 azionisti sparsi sul territorio provinciale”.

Nei giorni scorsi il primo cittadino verbanese ha avuto colloqui telefonici con il presidente Pierluigi Bolla “ha risposto alla mia richiesta d’essere invitata telefonandomi di persona” e di persona con il capoarea Gian Luigi Buson. “Ho chiesto attenzione al tessuto imprenditoriale con concessione di credito, ma anche attenzione agli eventi del territorio, come la Maratona del Lago Maggiore che quest’anno non ha beneficiato di contributi. Vorrei anche conoscere i dettagli del pano industriale perché a Verbania ci sono 200 posti di lavoro da tutelare”.

Sono lontani gli anni della cosiddetta “autonomia condivisa”, lo slogan coniato per la cessione della Banca popolare di Intra che portò l’istituto di credito verbanese nelle braccia di Veneto Banca. Il matrimonio, officiato da Luigi Terzoli nella sua veste di presidente e benedetto dalla politica locale, ha mantenuto per pochi anni l’autonomia della “Intra”. Prima ci fu il delisting da Piazza Affari, poi l’incorporazione in Veneto Banca, che ha cancellato sede e direzioni, anche se ha mantenuto i livelli occupazionali e gestito un’operazione senza esuberi. Terzoli è stato poi nominato nel cda di Veneto Banca, incarico che ha lasciato solo due anni fa, nel 2013. 

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