1

tribunale aula a vuota

VERBANIA - 02-10-2020 -- “Vaffanculo polizia!”.

Dai finestrini aperti dell’auto di servizio sulla quale transitavano -a passo d’uomo- in una via del centro di Intra, sovrintendente e agente udirono distintamente quell’insulto pronunciato da un uomo che, seduto a terra, mostrava chiari segni d’ebbrezza alcolica. “Te lo sei cercato”, gli dissero gli altri avventori presenti nel momento in cui i due agenti fermarono il veicolo e scesero per identificarlo. Era quasi l’una di notte del 16 settembre del 2018 e quel soggetto, un trentenne marocchino residente nel Verbano, si lamentò del trattamento subito. Era alterato e, per evitare che la situazione potesse degenerare, i poliziotti lo invitarono a seguirli in questura, dove l’altercò proseguì (“state facendo un falso, vi denuncio” - disse) e si concluse con una multa per ubriachezza molesta (reato depenalizzato a sanzione amministrativa) e la denuncia per oltraggio e minaccia. Processato ieri dal Tribunale di Verbania, il giovane marocchino è stato assolto. Ai sei mesi chiesti dal pm Gianluca Periani per la sola minaccia, l’avvocato difensore, Gabriele Pipicelli, ha replicato sostenendo che quanto accaduto in questura, dove l’imputato si recò di sua spontanea volontà, era la semplice protesta per un reato che riteneva di non aver commesso. Quanto al “vaffa...”, ha spiegato che, pur restando un’espressione volgare da non pronunciare, rientra in un imbarbarimento del linguaggio, come dimostrano il “Vaffa day” di Beppe Grillo, e canzoni quali “Fuck the police” del gruppo americano Nwa o “Vaffanculo” di Marco Masini. Il giudice Donatella Banci Buonamici l’ha assolto.

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.