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VERBANIA - 23-09-2020 -- Al verbanese

che s’era aggiudicato l’asta on-line su e-bay sarebbero dovuti arrivare a casa un Rolex e un Tudor vintage, orologi di marca usati, da pulire e sistemare, per i quali aveva pagato 500 euro pensando di fare un regalo alle due figlie. Ma, non solo il venditore con cui aveva trattato (anche telefonicamente), non glieli aveva spediti, ma s’era rifiutato di risarcire la somma incassata ed era arrivato a minacciare che, se la controparte avesse insistito, avrebbe affisso manifesti in cui l’accusava d’essere un ricettatore. Erano i primi giorni di agosto del 2018 e l’acquirente andò a sporgere denuncia, portando e-mail, chat di whatsapp e fornendo il nome con il quale il venditore s’era presentato. Le indagini giunsero a una coppia del Torinese. Lui corrispondeva all’identità fornita. Lei, la compagna, era l’intestataria della carta Poste-pay su cui era stato effettuato il pagamento e della quale, pochi giorni dopo la transazione, aveva denunciato lo smarrimento.

Entrambi rinviati a giudizio per truffa aggravata in concorso, sono stati condannati oggi dal Tribunale di Verbania. A fronte della richiesta di 4 mesi e 200 euro di multa del pm Maria Portalupi, il giudice ha fissato una pena di 8 mesi e 200 euro di multa, subordinando la sospensione condizionale della pena al risarcimento di 1.000 euro (più le spese legali) al verbanese, costituito parte civile con l’avvocato Alessandro Corletto.

 

 

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