1

tribunale esterno 16 1

VERBANIA - 18-09-2020 -- Tutti condannati.

Dei tredici indagati dell’operazione antidroga “Santa Cruz”, scattata nel maggio 2018 con un blitz della polizia tra l’Ossola, la Calabria e la Lombardia, una sola posizione giudiziaria era rimasta aperta. Gli elementi di spicco di quel canale di approvvigionamento di cocaina e marijuana per le piazza del Vco e del Vallese sono già stati condannati in primo grado, con rito abbreviato, tra Verbania e Reggio Calabria, a pene variabili ma che arrivano sino ai 4 anni.

Restava da chiarire il ruolo di Claudio Roperti, ossolano, considerato uno dei “cavalli”, spacciatori locali che distribuivano lo stupefacente approvvigionato, tramite la mediazione di Giovanni “Sarino” Russo -definito dagli inquirenti come un broker della cocaina- nel Reggino e in provincia di Milano. Difeso dall’avvocato Marco Viggiani, Roperti ha scelto il rito ordinario e il dibattimento. Nelle numerose udienze tenutesi di fronte al giudice Rosa Maria Fornelli, la difesa ha negato ogni coinvolgimento dell’imputato, contestando la genericità dei capi di imputazione e anche l’identificazione dello stesso, scaricando sulla polizia e su indagini approssimative. “Non ci sono episodi di spaccio documentati, non è chiaro di quale Claudio si parli nelle intercettazioni, non è stato trovato un grammo di stupefacente nella disponibilità del mio assistito” - ha sostenuto Viggiani, che ne ha chiesto l’assoluzione.

Per la Procura il pm Anna Maria Rossi ha invece insistito sul coinvolgimento di Ropeti nello spaccio, come sarebbe dimostrato dalle intercettazioni telefoniche in cui Russo e Marcello Lanfranchi, due degli elementi di spicco del cartello, discutevano degli 8.500 euro che questi doveva loro. “E che sia lui non c’è dubbio – ha insistito il pm – perché c’è un chiaro riferimento al fatto che, avendo l’imputato il camion sotto sequestro, aveva difficoltà economiche a restituire il denaro”. Nel chiedere la condanna a due anni e 4.000 euro, l’accusa ha comunque riconosciuto che gli episodi di spaccio erano di lieve entità, una fattispecie che la legge punisce con pene meno severe. Il giudice l’ha condannato a 10 mesi e 2.000 euro di multa.

 

 

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Se prosegui nella navigazione di questo sito acconsenti l'utilizzo dei cookie.