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VERBANIA - 15-09-2020 -- Contro quei ragazzi

che da qualche tempo -da quando s’era trasferito in paese- lo “perseguitavano” disturbandone le giornate, se l’era presa con una certa veemenza, aggredendoli verbalmente e minacciandoli. L’aveva fatto sia dall’interno della casa, sia uscendo oltre il cancello agitandogli contro un coltellaccio da cucina e un bastone. Fu per questo episodio, accaduto nel novembre del 2018 a Pallanzeno, che i ragazzi (quattro: due maschi e due femmine alcuni dei quali minorenni) chiamarono il 112, determinarono l’intervento dei carabinieri e diedero indirettamente il via, pur non sporgendo denuncia, al procedimento penale che ha visto l’uomo, sulla sessantina, a giudizio al tribunale di Verbania per minacce, esercizio arbitrario delle proprie ragioni e per il possesso ingiustificato di oggetti atti a offendere: il coltello e il bastone. A sua difesa l’uomo ha opposto lo stato di esasperazione portato da questi giovani che, oltre a fare schiamazzi, lo schernivano dopo che lui li riprendeva. Che, in effetti, ci fosse stata in qualche modo una sorta di “provocazione”, l’hanno riconosciuto i medesimi giovani. Ciò è stato sufficiente per evitargli la condanna per i primi due capi di imputazione. Non per il terzo, perché è stato assodato che quel giorno si portò con coltello e bastone -peraltro spontaneamente consegnati ai carabinieri- in strada, al di fuori della propria abitazione, un eccesso che il giudice ha punito con 3 mesi di reclusione, con i doppi benefici della non menzione e della sospensione condizionale della pena.

 


 

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