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VERBANIA - 07-09-2020 -- Stalking e lesioni.

È sul luogo di lavoro, all’Hydrochem di Pieve Vergonte, che sono maturati i fatti e i comportamenti che hanno portato all’arresto e al processo di un ex dipendente dello stabilimento chimico ossolano. Giovanni Tancredi, 49 anni, dal mese di gennaio è ai domiciliari. La Procura lo accusa di aver ripetutamente perseguitato, psicologicamente ma anche con aggressioni fisiche, il responsabile di produzione della fabbrica.

Dopo aver perso il posto di lavoro, l’imputato, che abita nelle vicinanze dello stabilimento e che quindi aveva l’occasione di incrociare l’ex capo, tra il giugno del 2019 e il gennaio del 2020, in almeno sei occasioni ha avuto “incontri ravvicinati” con colui che ritiene responsabile dei suoi problemi lavorativi e del licenziamento. Insulti, minacce e anche pugni al volto (con lesioni giudicate guaribili in 10 giorni), tutti denunciati, hanno permesso alla Procura di costruire l’accusa di atti persecutori.

Oggi il processo s’è aperto al Tribunale di Verbania. L’avvocato difensore, Gabriele Pipicelli, ha chiesto la revoca della misura cautelare, per la quale il giudice Annalisa Palomba s’è riservata una decisione. Il procedimento è stato aggiornato al 18 settembre con un’udienza già fissata per il 23 ottobre. La vittima delle aggressioni s’è costituita parte civile con l’avvocato Marco Pazzini di Milano.

 

 


 

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