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municipio stresa due

STRESA - 30-07-2020 -- Una fine mesta,

una rottura (l’ennesima) che manda in archivio nel peggiore dei modi cinque anni di amministrazione municipale. Ieri sera s’è tenuto l’ultimo Consiglio comunale di Stresa prima delle elezioni del 20 e del 21 settembre. Un Consiglio finito anzitempo, sciolto per la mancanza del numero legale dopo che il sindaco Giuseppe Bottini, per la terza volta in pochi mesi, s’è trovato isolato dalla sua stessa maggioranza. Dopo la transazione con la Regione sulla fondazione La Palazzola, ritirata; dopo il progetto-spezzatino del nuovo Alberghiero “Maggia”, concordato con la Provincia ma non accolto; ieri è stata una variante urbanistica al Mottarone a fare andare sotto il primo cittadino. Alla richiesta della famiglia Borromeo di variare la destinazione d’uso della vecchia sede dello Sci club, da residenziale a commerciale, due consiglieri di maggioranza hanno subito lasciato l’aula. E il terzo, il vicesindaco Carlo Falciola, l’ha fatto al momento della votazione, unendosi alle minoranze -critiche sull’operazione, fortemente contestata soprattutto da Alfredo Macrì Del Giudice di “Uniti per Stresa”- e non permettendo che tra i banchi ci fosse il numero minimo di consiglieri per deliberare.

Questa ennesima spaccatura segna, di fatto, la fine -per come è stata conosciuta finora- della maggioranza di “Stresa e frazioni” che, negli ultimi quindici anni, ha governato Stresa con Canio Di Milia sindaco per due mandati (e Bottini vice), e con lo stesso Bottini dal 2015 a oggi. L’assessore ed ex sindaco Alberto Galli ha annunciato il suo ritiro dalla vita amministrativa. Pare che non sia l’unico a non ricandidarsi. Ci sarà, invece, l’attuale primo cittadino. Bottini, che pareva aver accusato il colpo dopo che Di Milia in settimana ha annunciato la sua candidatura con una nuova lista (“Grande Stresa”) in discontinuità con colui che è stato suo vice per dieci anni, manifesta l’intenzione di rilanciare. Mi candido di nuovo – ha detto preannunciando l’uscita dei manifesti elettorali. Chi ci sarà con lui (qualcuno dubita che riesca nell'intento e che l'annuncio sia un'azione di disturbo verso Di Milia, con cui i rapporti sono inesistenti) è ancora tutto da vedere. Di certo la sua annunciata presenza porta a quattro gli aspiranti pretendenti a Palazzo di Città. Oltre ai due già citati, ci sono Marcella Severino di Progetto comune e Macrì Del Giudice.

 

 


 

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