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STRESA - 24-03-2020 - Scomparsa ieri

per coronavirus nella sua tenuta alle porte di Madrid, Lucia Bosè se n'è andata portando via con sé frammenti della storia del cinema e del costume italiano. Se n'è andata la più elegante delle maggiorate anni '50, le belle ragazze di Stresa sbocciate sulla passerella di Miss Italia, da dove poco più che adolescenti prenderanno il volo conquistando i sogni più o meno proibiti delle generazioni del dopoguerra. Nel salone dell'Hotel Regina Palace sotto gli sguardi di giurie composte da registi, giornalisti, scrittori passeranno dal '46 al '49 e poi ancora nel 1958, 1947 Lucia Bosei nomi di future sovrane. Regine di celluloide: Lucia Bosè nel 1947, ma anche Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida, Eleonora Rossi Drago, Silvana Mangano. E Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Carlo Carrà, Macario, Isa Miranda, Cesare Zavattini, Totò saranno alcuni dei giurati di degli anni, quando una Stresa in bianco e nero ma dai colori vividi, impera alla Settimana Incom e loro, fortunati osservatori, sono chiamati a contemplare "una realtà che convertirebbe alla gioia di vivere il più cocciuto dei pessimisti". Così recita il celebre cinegiornale, appena abbandonati i proclami di regime, distolta la cinepresa dalle macerie della guerra e convertitala, con i tempi nuovi, all'inquadratura stretta sulle curve di queste procaci ragazze da sogno. E' l'Italia del primissimo dopoguerra, l'Italia dalle ferite ancora sanguinanti ma fiduciosa della propria rinascita, quella che nel 1946 accoglie la prima edizione (la settima se calcoliamo la pausa bellica) di Miss Italia. Il Paese è in rovina, i bombardamenti hanno lasciato la firma su palazzi, chiese, monumenti da Nord a Sud della Penisola. A Stresa però le strutture alberghiere che nei decenni migliori avevano ospitato il bel mondo europeo sono ancora tutte lì; il Regina Palace mantiene il suo fascino d'antan, le camere del Borromée si prestano ad accogliere il "circo" che s'accompagna al concorso e lo scenario del lungolago affacciato sul golfo Borromeo è sempre uno splendido set per foto e passerelle. E' qui che nel marzo del '46 la prima edizione del concorso di bellezza si consuma con una finale che rimarrà nella storia. Vincitrice è la ventenne toscana Rossana Martini, ma l'elezione porta con sé una furiosa diatriba con i sostenitori della romana Silvana Pampanini che proclameranno "Miss Italia a furor di popolo". Storia (o leggenda) vuole che al momento della proclamazione, il direttore del Regina Palace, cavalier Maresca, non sia riuscito ad evitare un lancio di sedie da parte dei fan più accaniti della Pampanini. Ma è l'anno dopo, il 1947, quello della vittoria di una sedicenne commessa di pasticceria, la milanese Lucia Borloni (poi divenuta Bosè) che il concorso stresiano richiamerà una concentrazione di future dive come non mai. Gianna Maria Canale, Gina Lollobrigida, Eleonora Rossi Drago, Silvana Mangano. Diventeranno fior di attrici ma in quella primavera stresiana Lucia Bosè se le lascerà tutte alle spalle. L'anno dopo, nel 1948 vincitrice del concorso sarà Fulvia Franco, attrice e poi moglie del campione di pugilato Tiberio Mitri. Presidente di giuria sarà il principe De Curtis, in quel momento di stanza a Stresa per il film “Totò al Giro d’Italia”. Ma questa è un'altra storia con Stresa ancora protagonista.
Antonella Durazzo

 

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