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cota roberto

In questi giorni c’è stata una continua

invocazione a non violare le regole. Per la verità, io non ho visto tante persone andare in giro come se niente fosse. Ho visto, invece, molta responsabilità. Il punto è un altro. Le carrozze della Metropolitana a Milano, ad esempio, durante la settimana nelle ore di punta erano affollate. Non penso si tratti di furbetti, ma di persone che andavano a lavorare e che facevano qualcosa di consentito. Ancora, se si riducono le corse della metropolitana, è naturale che quelle che rimangono siano più affollate. La riduzione delle corse, peraltro, non ha niente a che fare con la esigenza di contenere il contagio, semmai con quella della Atm di ridurre i costi. Idem per i treni sulle tratte locali. Chi va a lavorare non è un incosciente. Si tratta di persone che fanno il proprio dovere. Chi svolge un’attività molto spesso non può permettersi di stare fermo se non è previsto che tutti si fermino. Adesso ci saranno le nuove misure e si seguiranno quelle. Il fatto però è che esistono alcuni ulteriori problemi.Chi ha un lavoro pubblico resta a casa e riceve lo stipendio, pieno. Chi svolge un’attività in proprio non incassa, neanche un euro.Però le spese rimangono e le banche restano aperte... Inoltre, lo Stato i soldi li pretende anche da chi non può lavorare. Questa è l’altra faccia dell’emergenza.
Buona domenica e buona settimana.

Roberto Cota

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