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polstr domo

VERBANIA – 13-02-2020 – Dopo Domo,

toccherà a Verbania. È “un piano scientifico per depotenziare gli organici e arrivare alla naturale chiusura dei distaccamenti” – quello che, secondo i sindacati di polizia, è stato attuato dal ministero per chiudere gli uffici della Polstrada di Domo, Borgomanero e Ceva (citando solo i tre piemontesi). Un piano che va avanti: “La Polstrada come specialità viene impiegata come servizio a pagamento, secondo un accordo capestro con Aiscat, sulle autostrade – dice Tommaso Di Gaudio del Siulp –. Eppure solo il 5,5% degli incidenti stradali si verifica in autostrada. Da almeno 7-8 anni è in atto un depotenziamento e ora si vedono gli effetti. Chiusa Domo, la stessa sorte rischia poi di toccare a Verbania”. A oggi gli organici sono di 30 (compreso un dirigente) persone a Verbania e di 6 (contando il responsabile) a Domo dove – come evidenzia Domenico Porcelli dell’Fsp “si sono spesi 40.000 euro per la remotizzazione, cioè per togliere il piantone e il centralino proprio per avere più persone sulla strada”. “Nel 2010 in Ossola c’erano 15 poliziotti – aggiunge Antonio Castelli del Siap –: s’è scelto di non sostituire chi veniva trasferito e non andava in pensione… Ora siamo arrivati al punto che può essere impiegata una sola pattuglia al giorno in uno dei quattro quadranti orari della giornata”. “Per la verità nessuno ha mai parlato di chiudere Domo” – premette Nicola Farinaccio del Sap, che snocciola i dati dell’attività compiuta nell’ultimo anno dai colleghi domesi, che hanno effettuato 108 servizi di pattuglia, elevando 347 verbali, ritirando 19 patenti e sequestrando 14 carte di circolazione, rilevando 30 incidenti di cui 2 con feriti. Significativi anche i dati delle verifiche sui mezzi pesanti. Nei primi tre trimestri del 2019, prima che ci fosse la remotizzazione, ne sono stati effettuati 109; nell’ultimo 177.

La considerazione finale, comune a tutte le principali sigle sindacali, è che in una zona periferica, confinante con la Svizzera e percorsa da arterie internazionali (le statali 33, 34 e 337, oltre alle ex provinciali prossime a tornare all'Anas), i presidi anziché chiudere dovrebbero essere potenziati.  

 

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