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VERBANIA - 06.11.2019 - I costruttori contro il decreto “taglia liquidità”.

Per l’Ance - Associazione nazionale costruttori edili, il pdecreto del governo che affida al committente il versamento delle ritenute sul reddito dei dipendenti dell’appaltatore e del subappaltatore, introducendo un contrasto alle indebite compensazioni dei crediti Irpef/Ires, è penalizzante per il settore. Il provvedimento crea un meccanismo di sostituzione nel versamento delle ritenute fiscali per i dipendenti assunti da appaltatori e subappalatatori, sia pubblici che privatii, che graverà sul committente, cui spetterà il versamento delle ritenute fiscali, laddove questo sia un sostituto d’imposta residente nel territorio dello Stato ai fini delle imposte sui redditi.

Secondo Ance, “la disposizione è fortemente negativa perché aggrava pesantemente la gestione amministrativa delle commesse lungo tutta la filiera dei soggetti coinvolti nell’attività edile e sottrae liquidità alle imprese per il pagamento 'cash' delle ritenute, adempimento sinora espletato attraverso la compensazione con i crediti fiscali”. “Per questo motivo – si legge in una nota - l’Ance, sia a livello nazionale sia a livello regionale, sta intraprendendo strumenti di pressione al fine che venga modificato l’art. 4 del Decreto n° 124 del 26 ottobre 2019 che ha istituito tale procedura, avente evidente effetti negativi".

 

 

 

 

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