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ARONA - 13-09-2019 -L’Associazione Ferrovia

Torino-Svizzera è intervenuta con una lettera aperta nel dibattito dopo il tavolo tecnico svoltosi ad Arona il 2 settembre. Si è parlato anche dell'Arona -Santhià, e su questo era intervenuto anche l'assessore regionale Gabusi. "L’Assessore ha ribadito l’impossibilità di ripristinare l'esercizio ferroviario sulla linea Arona-Santhià: senza significativi aumenti di disponibilità finanziaria egli ritiene, con correttezza umana, è inutile promettere interventi che non si possono attuare - si legge nella lettera aperta diffusa - Da un punto di vista prettamente contabile e in assenza di una prospettiva per il territorio la considerazione è corretta, ma è del tutto evidente che la riduzione della discussione circa l'apertura di una ferrovia così importante a meri calcoli contabili sia castrante verso qualuque politica di sviluppo socio-economico". Prosegue la lettera aperta: "Le gravi conseguenze derivanti dalla chiusura di una ferrovia per un dato territorio sono sotto gliocchi di tutti, e finora il risparmio, apparente, derivato dalla sostituzione con autoservizio di una relazione ferroviaria, non ha sortito alcun effetto positivo, nemmeno alle casse regionali che continuano a languire. (...) La cronaca ci rivela che l'utenza degli autoservizi che hanno sostituito le ferrovie è inferiore di varie volte a quella, giudicata minima, delle ferrovie ante-chisuure, rivelando che chi prendeva il treno, in assenza di quello, non è salito sull'autobus, ma ha scelto l'auto o ha cambiato residenza e abitudini". L'Associazione poi sottolinea che "la riapertura potrebbe essere richiesta utilizzando i fondi strutturali europei in quanto linea internazionale. Gli interventi sull'asse Italia-Svizzera sono molti e quella che chiaramente manca è una volontù politica ad estendere il tentativo nelle relazioni ora abbandonate, ma che hanno così tante e dimostrate potenzialità (...) Si metta in luce l'importanza strategica della linea a carattere internazionale, si vedano insieme alle esigenze dei pendolari anche l'ampia potenzialità della relazione internazionale: viaggi in sicurezza tra due nazioni amiche, potenzialità di collegamenti treni/battelli, turismo e via le merci dalle strade. Sicuramente un convegno potrebbe essere un utile strumento per riproporre tutti i temi e cambiare passo nella politica infrastrutturale regionale".

 

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