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VERBANIA – 14.08.2019 – L’evento dello street food

è saltato e gli ambulanti giunti da mezza Italia, inferociti, promettono denunce. Stamane all’ex PalaBpi di piazza Fratelli Bandiera a Intra si sarebbe dovuto inaugurare l’evento “Sapori e shopping sul lago”. Piatto forte di dodici giorni consecutivi di manifestazioni: la fiera dello street food. Come contorno s’annunciavano –come da manifesto– “stand casa & tavola, area bimbi, area spettacolo, esibizioni di danza, stand wine e stand birre artigianali”.

La fiera era legata agli eventi del Palio remiero, tanto che solo due settimane fa l’organizzatrice era stata presentata anche come sponsor del Palio nella conferenza stampa che a Palazzo di Città ha sancito, alla presenza del sindaco Silvia Marchionini e del presidente del comitato tradizioni Piazza-Vila Armando Ceresini, il ritorno dei galeoni sul Verbano.

Nessuno immaginava che oggi tutto sarebbe saltato. Nemmeno i titolati dei truck dello street food che, dopo centinaia di chilometri macinati per raggiungere Verbania, confidavano in buoni affari per due settimane agostane in una località turistica. Ma che, giunti in piazza Fratelli Bandiera, hanno scoperto che l’evento non era autorizzato. Nello spazio dell’ex palatenda, che avrebbe dovuto essere vuoto, c’erano solo un gruppo elettrogeno preso a noleggio, quadri elettrici, cavi vari, e numerose automobili in sosta. Le proteste hanno presto chiamato in causa la polizia municipale, che nel pomeriggio s’è recata in piazza insieme all’assessore Patrich Rabaini, il quale ha spiegato loro che la pratica non era completa.

La domanda di occupazione suolo pubblico è stata presentata solo ieri (13 agosto), peraltro senza tutti i documenti che si rendono necessari per eventi con pubblico superiore alle 200 unità, soglia oltre la quale è necessario il sopralluogo della commissione di vigilanza locali di pubblico spettacolo. Mancavano il piano di sicurezza, le certificazioni degli impianti elettrici, l’autorizzazione sanitaria dell’Asl per la somministrazione di alimenti e bevande. Senza contare che non c’erano tavoli, sedie, il palco… Insomma: nulla era a posto. E, anche se nel corso della mattinata alcuni documenti sono poi stati depositati, iniziare era impossibile, anche solo perché l’ordinanza di divieto di sosta richiede per legge un anticipo di due giorni.

A queste comunicazioni è seguito un tourbillon di telefonate con la promessa, da parte di alcuni ambulanti, che si sarebbero rivolti alle forze dell’ordine. Ritengono infatti di essere stati ingannati, avendo loro pagato per presenziare a un evento con musica e spettacoli che, in realtà, non esisteva.

 

 

 

 

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